CANARINI DA MOSTRA

 

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I canarini che per selezione vengono scelti per partecipare alle mostre, dovranno essere costantemente seguiti ed avere un trattamento diverso dagli altri. Un soggetto nasce campione per avere acquisito geneticamente, attraverso i cromosomi dei propri genitori, tutto il meglio che corrisponde allo standard della sua Razza. Però tutto questo non è sufficiente per avere un canarino con possibilità di vittoria alla mostra a cui è destinato. Ecco che allora diventano fondamentali l’apporto e l’abilità dell’allevatore. Uno dei compiti più importanti che riguardano l’allevatore è la somministrazione di sostanze con colorante artificiale, e in questo caso, fino a che il canarino non ha terminato la muta, questo impegno deve essere quotidiano e sempre con gli stessi alimenti. Altra parte importante che spetta all’allevatore è la preparazione attraverso l’abitudine alla gabbia da mostra. I soggetti, che fin da piccoli fanno intravedere di avere i giusti requisiti per divenire campioni, vanno alloggiati in gabbie singole, inizialmente non troppo anguste, per non compromettere la compostezza del piumaggio. A muta terminata, questi canarini devono saltuariamente essere abituati anche alla loro specifica gabbia da mostra. Questi soggetti, oltre a questo trattamento, per assumere la dovuta tranquillità, non devono stare sempre nello stesso posto in allevamento, ma è necessario, ogni tanto, cambiare locazione. Per abituare i canarini alle gabbie tecniche, si possono avvicinare le due gabbie tra loro, con i rispettivi sportelli aperti e combacianti, per dare la possibilità di stare nell’una o nell’altra gabbia. Altro importante accorgimento per l’abitudine al tavolo del giudizio, è quella di mettere la gabbia con il canarino sul tavolo dove vengono sbrigate le faccende giornaliere di allevamento e quando è possibile ricevere amici in allevamento.

Tutto l’apparato che comprende questa operazione alle mostre, oltre ai requisiti fenotipici che spettano al canarino, faranno sì che i nostri sacrifici saranno premiati con il giusto giudizio. L’ultimo accorgimento interessa la pulizia del soggetto. Durante la sua vita quotidiana in allevamento usare la vaschetta per il bagno, e alcuni giorni prima della mostra fare manualmente il bagno con uno shampoo neutro per togliere dal piumaggio quella untuosità che non andrebbe via con la sola acqua. Questo trattamento finale renderà ancora più soffice il piumaggio, dando alle rotondità più armonia e più compostezza di penne oltre ad una perfetta pulizia. Per fare il bagno con lo shampoo si devono seguire i seguenti metodi: munirsi di un pennello da barba, possibilmente con peli naturali e non sintetici, di un contenitore di acqua tiepida e shampoo, e di un altro contenitore con sola acqua tiepida che serve per il delle penne. Con una certa attenzione, si prende il canarino in mano e, delicatamente, con il pennello già intriso nell’acqua con lo shampoo, si inizia a lavare il piumaggio, seguendone il verso, dalla testa verso la coda. Quando si arriva alla pulizia della coda è bene stringere con i diti pollice e indice le penne della coda, e appoggiandola su una base rigida e piana, marmo, formica o altro materiale simile, si inizia a passare il pennello sopra e sotto la coda, fino a che non sono state tolte tutte le tracce di sporco, quindi si passa al risciacquo attraverso l’altro contenitore. La tenuta delle penne della coda tra due diti è necessaria per non vedere cadere qualche timoniera o piuma di gallo.

Il canarino così lavato, si asciuga con un panno di spugna e si rimette nella propria gabbia, qualora fossimo sprovvisti della gabbia infermeria, dove con la temperatura messa a circa trenta gradi si da inizio ad asciugarlo totalmente. Quando, invece, si deve rimettere il canarino nella propria gabbia, si provvede ad asciugarlo con il fon tenendo l’apparecchio a circa quaranta- cinquanta centimetri di distanza dal canarino, senza tenerlo fisso sul soggetto, ma azionandolo come quando si asciugano i capelli. Il canarino completamente asciutto, si dimostrerà più voluminoso, più composto, più armonioso oltre che più pulito.

Dopo questa attenta operazione, quando è necessario, si passa alla toilettatura, senza abusarne troppo, per non incorrere nella squalifica del soggetto. Con le classiche pinzette da ciglia, si possono togliere quelle piccole penne, che nonostante il bagno, restano scomposte e danneggiano l’aspetto fenotipico del canarino.

Due mesi prima della mostra, per alcune Razze, è necessario togliere le penne della coda, in quanto la muta del primo anno prevede il solo ricambio delle penne copritrici. Questa operazione deve essere fatta, tirando ad una ad una le timoniere, in modo verticale rispetto al corpo del canarino, per non danneggiare il follicolo dal quale nascerà la nuova penna. I canarini che dovranno subire questo trattamento sono gli Yorkshire, i Lancashire, gli Scotch e i Bossù. Al contrario per i Gloster, i Fife Fancy, i Border, i Norwich, gli Japan Hoso e la Razza Spagnola si deve porre molta attenzione a che questi canarini non perdano le penne della coda, per non cambiarne la forma e per non aumentarne la lunghezza.

Per i Lizard è necessario un discorso a parte: oltre a non perdere le penne della coda, è importante che non perda nessun’altra penna, perché il canarino la rimetterebbe con la classica orlatura bianca, che purtroppo fa ancora parte del bagaglio genetico di questa Razza e costituisce un grave difetto.