Guida alla conoscenza dei Canarini di Colore

di Otello Mori

 

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La mutazione è una piccola variazione del genotipo (DNA) che provoca una variazione di qualche connotato che, nel caso nostro, riguarda il colore del piumaggio.

Nei primi anni del secolo scorso questi canarini venivano chiamati Sassoni e comprendevano già diverse espressioni cromatiche ben definite che originavano dalla combinazione di una o entrambe le melanine (eumelanina bruno-nera e feomelanina bruna) con il colore di fondo, giallo (lipocromo tipico del Canarino selvatico), o bianco (mutazione che inibisce l’espressione del giallo).

Successivamente, dall’incrocio di un piccolo Carduèlide del Sud America, il Cardinalino del Venezuela, presero origine altri colori e ciò indusse a definire tutti questi canarini col termine di Canarini di Colore.

Le successive mutazioni fecero apparire altre espressioni cromatiche a carico delle melanine, le quali nel loro complesso costituirono i Nuovi Tipi, in aggiunta ai Vecchi Tipi.

Si tenga presente che, qualunque sia il colore, tutti appartengono alla stessa unica Razza dei Canarini di Colore e questa Razza non prevede alcuna sottorazza, ma solo differenti cromìe standardizzate che tengono sempre conto del disegno melaninico e del colore di fondo.

I Canarini di colore hanno forma simile a quella della Specie selvaggia, ma taglia un poco maggiore.  Il pregio di questi canarini sta ovviamente nel colore, che deve assomigliare il più possibile al prototipo (Standard) di uno dei tanti gruppi nei quali la Razza viene suddivisa.

Il termine “gruppo” ha un significato volutamente generico; i termini Tipo, Varietà e Categoria hanno, invece, un significato ben preciso: in base alla espressione delle melanine (pigmenti scuri) si hanno i diversi Tipi, in base alla espressione dei lipocromi (pigmenti gialli e rossi o loro assenza) si hanno le Varietà, infine, in base alla distribuzione dei lipocromi e alla struttura delle penne si hanno le Categorie.

La conoscenza delle combinazioni di questi elementi è indispensabile per individuare il gruppo di appartenenza di un soggetto.

Teoricamente queste combinazioni sono circa 300.  Nelle mostre ornitologiche i gruppi affini vengono riuniti in base alla disponibilità dei premi.

Poiché tutte le varie espressioni cromatiche sono dovute a mutazioni, molte delle quali ben individuate e studiate, l’allevatore di questi canarini deve necessariamente avere approfondite nozioni di genetica, senza le quali, a parte i modesti risultati espositivi, il divertimento legato all’allevamento di questa complessa Razza si tradurrebbe in un semplice lavoro manuale.

Per lo studio della genetica del Canarino noi consigliamo il libro “Canaricoltura”, edito dalla F.O.I. alla cui Segreteria può essere richiesto direttamente o tramite l’Associazione.

 

 I GRUPPI

 

La prima suddivisione di questi Canarini è basata sulla presenza o assenza dei pigmenti scuri (eumelanine e feomelanine).

L’assenza totale delle melanine (può fare eccezione il colore degli occhi) dà luogo al gruppo dei Lipocromici.  La loro presenza dà luogo al gruppo dei Melaninici.

 

 

I Lipocromici comprendono le seguenti Varietà :

 

Giallo

Rosso

Giallo avorio

Rosso avorio

Bianco dominante

Bianco recessivo

 

I Melaninici comprendono i seguenti Tipi:

 

a)      Tipi base

Nero

Bruno

Agata (1° fattore)

 Isabella

b)      Tipi aggiunti

Pastello   (2° fattore)

Opale      (3° fattore)

Pheo       (4° fattore)

Satiné     (5° fattore)

Topazio    (6° fattore)

Eumo      (7° fattore)

Onice      (8° fattore)

 

Ovviamente tutti questi Canarini dovranno appartenere ad una delle tre Categorie delle quali sarà detto tra breve.

 

I CANARINI LIPOCROMICI

 

I Canarini lipocromici derivano da una mutazione che ha impedito al gene ancestrale, preposto alla formazione delle melanine, di funzionare; pertanto la livrea (fenotipo) presenta solo i lipocromi (o colore), o appare bianca se vi è anche la loro assenza.

I lipocromi costituiscono i colori di fondo e sono composti da sostanze gialle o rosse, solubili nei grassi (lipidi): da ciò il nome (croma = colore)

 

 

IL CANARINO GIALLO

 

Il “giallo” è il colore naturale del Canarino selvatico; deve mostrarsi nella sua massima espressione di purezza ed intensità, uniformemente distribuito su tutto il piumaggio.  Il giallo si esprime quantitativamente diversificato, a causa di fattori (quantitativi), in diverse tonalità: in linea di massima si distinguono: giallo,  colore naturale del canarino dalla calda tonalità; giallo limone, dovuto alla struttura delle penne e all’effetto rifrangente per il blu; giallo dorato, di tonalità molto calda, tipico colore dell’oro; giallo arancio, tonalità tipica dell’interferenza dei due colori di base: il giallo ed il rosso.

Queste due ultime tonalità sono decisamente da eliminare da un allevamento, perché fortemente penalizzabili.

Dei primi due colori è da preferire la tonalità giallo-limone. E’ da tenere presente che l’ambiente circostante influisce non poco sulla percezione del colore. Infatti, se si osserva un canarino giallo su uno sfondo blu o verde, la percezione del colore tende ad essere giallo-limone; diverso appare, invece, lo stesso canarino se lo si osserva su uno sfondo rosato o mattone, dove il giallo tende a mostrarsi di una tonalità dorata e dai riflessi spenti.

 

 

IL  CANARINO  ROSSO

 

Come già detto, il colore di fondo originale del Canarino è soltanto il “giallo”; invece il “rosso” è un colore acquisito attraverso l’ibridazione con il Cardinalino del Venezuela; più esattamente dovremmo affermare che è stata trasmessa al Canarino la possibilità di trasformare i caroteni in “rosso”, e di estrinsecare al meglio il colore attraverso la somministrazione negli alimenti di coloranti sintetici durante la muta.

 

I coloranti di più largo uso sono:

il betacarotene, il carofil rosso e la cantaxantina.

Così  come il “giallo” anche il “Canarino rosso” deve mostrare:

purezza del colore, senza tendere all’arancio o al violaceo.

uniformità, cioè distribuzione del colore su tutto il mantello in modo uniforme, senza chiazze mal colorate per muta ancora in corso o per diverse quantità e qualità di colore; brillantezza.

Bisogna prestare attenzione alle timoniere e alle remiganti, che non siano di diverso colore: alcune bianche, altre rosse perché cadute e accidentalmente coloratesi per effetto del colorante somministrato durante la muta.

Ogni allevatore deve decidere se colorare dalla nascita, evitando l’increscioso problema della doppia colorazione delle timoniere e delle remiganti, oppure iniziare la colorazione a 35/40 giorni e permettere che rimangano chiare; da tenere presente che i canarini a timoniere e remiganti bianche, in Italia, a parità di punteggio, sono da preferirsi a quelle con le medesime colorate.

Naturalmente la colorazione dalla nascita è possibile solo per le categorie “brinato” ed “intenso”, ma non per i  “mosaico” dai quali si pretende che siano chiare, altrimenti incorrono in forti penalizzazioni.

Il lipocromo “rosso” dunque è un colore indotto e la sua espressione fenotipica è dovuta sia alla proprietà di sintesi e di fissaggio dei carotenoidi rossi, ricevuta dal cardinalino del Venezuela, sia dalla proprietà genetica intrinseca del canarino di elaborare i lipocromi.

IL CANARINO BIANCO DOMINANTE  ( ex SOFFUSO)

 

Tali canarini sono apparsi per la prima volta in Germania nel 1677.

Questo fattore inibisce quasi totalmente la formazione dei lipocromi; il mantello appare bianco con leggere soffusioni lipocromiche sul vessillo esterno delle remiganti.

I canarini “Bianco dominante”, oltre a giallo possono essere ad ereditarietà rosso: questi ultimi sono rari poiché le loro soffusioni alari risultano molto più evidenti di quelle dei soggetti ad ereditarietà giallo, perciò non sono allevati, o meglio non conviene allevarli, dal momento che alle mostre sono più penalizzati.

Il “Bianco dominante” ad ereditarietà avorio, invece, per effetto della riduzione del lipocromo è da considerarsi nei concorsi come “Bianco recessivo”.

Il “Bianco dominante” per essere considerato ottimo deve essere di un bianco brillante, non spento o grigiastro e presentare leggere soffusioni lipocromiche sul bordo esterno del vessillo delle remiganti.

 

 

IL CANARINO BIANCO RECESSIVO

 

Tale mutazione è apparsa in Inghilterra nel 1759; dà un colore puro, senza alcuna traccia di lipocromo  su tutto il mantello.

Poichè la mutazione inibisce completamente la formazione dei lipocromi, la pelle di questi canarini è violacea.

 

 

 

IL CANARINO GIALLO AVORIO E ROSSO AVORIO

 

La mutazione avorio, recessiva e legata al sesso, è apparsa in Germania nel 1950 in un ceppo di canarini a fattore rosso; quando in seguito fu trasferita sui canarini a fattore giallo, l’effetto fu proprio quello di far apparire il giallo a tonalità avorio, e assunse pertanto un effetto di colore tenue; l’avorio oltre ad agire sui lipocromi, riducendoli notevolmente, produce una modifica strutturale delle piume.

Di solito si parla di diluizione lipocromica, ma da studi effettuati all’estero il carattere avorio appare come fattore strutturale: sono pigmentati gli strati più profondi della penna che sembra anche più cheratinizzata.

Si dice canarino “Giallo avorio” quando questa mutazione agisce sul fattore giallo, mentre si dice “Rosso avorio” (ex Avorio rosa) quando agisce sul fattore rosso.

 

  

CATEGORIA

 

La Categoria rappresenta il modo in cui il lipocromo si esprime sul mantello che può essere brinato, intenso e mosaico.

 

  

BRINATO

 

E’ la Categoria ancestrale ed ha assunto questa denominazione proprio perché il colore, non raggiungendo l’apice delle penne, appare come se fosse cosparso di brina; questo effetto è dovuto al fatto che la parte distale delle penne è bianca per assenza di lipocromi.

Un ottimo “canarino brinato” deve mostrare una scagliettatura di media grandezza, sottile e netta, distribuita uniformemente su tutto il mantello, privo di zone di addensamento quali il collo ed il dorso.

 

  

INTENSO

 

Un “Canarino intenso” è caratterizzato da un mantello con un lipocromo che raggiunge l’apice di ogni piuma, la quale normalmente è a struttura corta, contrariamente a quella di un brinato o di un mosaico, ciò non togliendo che i canarini intensi possano essere anche a piumaggio lungo.

Un ottimo canarino intenso deve essere in possesso di un colore vivo, esente da ogni minima traccia di brinatura in qualsiasi parte del mantello, comprese anche le zone del dorso e del collo.

MOSAICO

 

Appartengono alla Categoria dei “canarini mosaico” quei soggetti che presentano un mantello caratterizzato da un lipocromo intenso localizzato in determinate parti, chiamate zone di elezione: maschera per il maschio, ciliari per la femmina: per entrambi: petto, spalline e codione.

Questi canarini sono chiamati anche dimorfici (due forme), poiché le zone di elezione si presentano colorate in forma differenziata nei due sessi.  Il piumaggio non interessato dalle zone di elezione deve essere bianco di aspetto “gessoso” senza la minima traccia di lipocromo.-

  

Maschio mosaico

 

La maschera facciale del maschio deve essere di colore intenso, ben delimitato e abbastanza alta da avvolgere la fronte, simile a quella del Cardellino, senza interruzione né sulla fronte né sotto il mento.

Il petto deve apparire ben soffuso di pigmento, formante un trapezio, che s’interrompe con una demarcazione netta e lineare all’altezza dell’addome, privo di pigmento; anche le soffusioni lipocromiche dell’alto petto devono interrompersi, creando un distacco netto con la maschera facciale di 10- 11 mm .

Il lipocromo non deve interessare né i fianchi né le cosce.

Le spalline devono essere di colore intenso senza minima traccia di brinatura, ben delineate ed estese, senza comunque interessare né le remiganti né tantomeno il dorso.

Il codione deve apparire ben colorato e molto intenso; il lipocromo non deve fuoriuscire da sotto le remiganti  allorquando le ali sono chiuse e ben aderenti.

 

difetti principali

1 .- maschera ristretta con tendenza a spezzarsi sulla fronte o sotto il mento

2 .- maschera estesa con tendenza ad interessate collo, guance o alto petto

3 .- brinature nelle zone di elezione, specialmente nel codione

4 .- collare ristretto con poco distacco tra il mento e la demarcazione del petto

5 .- soffusioni evidenti di lipocromo sul dorso con tendenza ad interessare anche i fianchi, tali da confondere la categoria con i brinati

 

Femmina mosaico

 

Le femmine si differenziano  dal maschio per le zone di elezione più ristrette.

Le più tipiche sono quelle che presentano il lipocromo intenso sulle spalline e sul codione, segnate da una linea netta vicino agli occhi (ciliari) ed una leggera soffusione di lipocromo sul petto.

I ciliari rappresentano la colorazione della parte posteriore degli occhi e formano un piccolo triangolo con la punta rivolta verso la nuca; è da considerarsi ottima anche solo una linea intensamente colorata dell’arcata sopraccigliare senza estendersi alla fronte o alla nuca.

Il petto  deve essere interessato solo da leggerissime soffusioni lipocromiche nella parte centrale, naturalmente senza estendersi né alla gola, né all’addome, né tantomeno ai fianchi;

le spalline, ancorchè meno estese di quelle del maschio, devono essere ben delimitate e molto intense, senza interessare né remiganti né dorso;

il codione intensamente colorato, deve essere privo di qualsiasi traccia di brinatura.

 

 difetti principali

1 .- ciliari mancanti o poco evidenti

2 .- ciliari estesi che si prolungano intorno alle guance

3 .- sopraccigliari che si estendono sulla fronte e sulla nuca

4 .- brinatura sulle zone di elezione

5 .- dorso soffuso da evidente lipocromo

  

I suddetti canarini lipocromici, quando sono interessati dalle mutazioni “PHEO” o “SATINE’” presentano gli occhi rossi e assumono le seguenti denominazioni:

Lutino: canarini lipocromici a Varietà (colore) giallo nelle rispettive categorie  brinato, intenso e mosaico

Lutino giallo avorio: canarini lipocromici a Varietà (colore) giallo avorio nelle rispettive Categorie  brinato, intenso e mosaico

Rubino: canarini lipocromici a varietà (colore) rosso nelle rispettive Categorie  brinato, intenso e mosaico

Rubino rosso avorio: canarini lipocromici a Varietà (colore) avorio rosso nelle rispettive Categorie  brinato, intenso e mosaico

Albino: canarino lipocromico bianco dominante

Albino: canarino lipocromico bianco recessivo

 

I CANARINI MELANINICI

 

 Prima di passare alla descrizione dei canarini melaninici si darà un breve cenno sulle melanine.

 

Le melanine, pigmenti di natura chimica molto complessa, sono responsabili del disegno della livrea, del colore delle unghie e del becco, nonché dell’occhio e si differenziano in:

- eumelanine di colore nero o marrone scuro, collocate lungo la rachide e nella parte più vaporosa delle penne e del sottopiuma. Si trovano anche nel becco,  nelle zampe, nella pelle e negli occhi

- feomelanine di colore marrone tendente al rossiccio, collocate alla periferia della penna.

Le prime si presentano al microscopio elettronico come “granuli bastoncellari”, mentre le seconde sono di forma sferica.

 

I canarini melaninici, comprendono tutti quei canarini il cui mantello è interessato dalla presenza di pigmento melaninico, formato da un disegno diversificato sia qualitativamente che quantitativamente.

 

Il pigmento melaninico è formato dalla feomelanina di colore bruno, che fa da contorno ad un disegno centrale più scuro, lungo la rachide, costituito da eumelanina sia nera che bruna.

La diversificazione del disegno del mantello è dovuta alle diverse mutazioni, susseguitesi nel tempo, che hanno interessato sia le eumelanine che le feomelanine, determinando la suddivisione di questi canarini in distinti “Tipi” di appartenenza. A partire dal canarino ancestrale di Tipo “nero”, si sono verificate varie mutazioni che suddividono i canarini melaninici nei seguenti Tipi.

 

 

1 - Tipi classici di base

 

-          Nero             \

                                  -   Ossidati

-          Bruno           /

 

-          Agata           \

                                   -   Ridotti

-          Isabella        /

 

2 – Tipi  aggiunti

 

-          Pastello

-          Pastello ali grigie

-          Opale

-          Pheo  (Ino)

-          Satiné

-          Topazio

-          Eumo

-          Onice

 

Tutti i suddetti Tipi (talvolta combinati fra loro) si suddividono a loro volta in tutte le Varietà e Categorie.

 

 

NERO

 

Questo Tipo di canarino è il più prossimo a quello ancestrale, ma dalla selezione operata in tanti anni, sono comparsi tanti cambiamenti che resta difficile ritenerli appartenenti ad un’unica specie.

I canarini di Tipo “nero” devono esprimere al massimo la cosiddetta ossidazione (tendenza alla massima intensità, fino al nero) delle melanine, le quali sono presenti oltre che sul piumaggio anche sul becco, sulle zampe e sulle unghie.

Il disegno lungo la rachide, formato da eumelanina nera e tracce di eumelanina bruna, deve essere netto e simmetrico.

Le striature rappresentano il disegno della testa, del dorso, dei fianchi e del petto; esse devono essere lunghe e larghe, senza alcuna interruzione e, partendo dalla fronte, devono estendersi per tutto il dorso interessando i fianchi e nelle femmine anche il petto;

Le vergature riguardano il disegno delle penne medie (copritrici) e devono apparire come delle grosse virgole;

Le marcature interessano la parte centrale della penna lungo la rachide delle remiganti (ali) e delle timoniere (coda), oltre che delle grandi copritrici;

I mustacchi sono i marchi particolari di tutti i “Serinus “; essi configurano i segni ai lati delle mandibole e appaiono in modo molto evidente e più marcato nei maschi che non nelle femmine.

 

I migliori soggetti sono quelli che presentano le striature, le vergature e le marcature fortemente interessate dalla eumelanina nera che si evidenziano nettamente su un mantello con assenza di bruno; per questo il lipocromo di base, pur apparendo più cupo, evidenzia tutta la sua purezza e luminosità.

 

Difetti principali:

-         disegno spezzato e confuso sul dorso, mancante sui fianchi o sulla testa

-         ossidazione non ottimale, con schiarite melaniniche in alcune zone del mantello,

-         zampe, becco e unghie poco ossidate di nero

-         colore opaco per la forte presenza di feomelanina bruna

orlature sul piumaggio, in special modo sulla testa e sul dorso (difetto da penalizzare con la squalifica del soggetto).

 

Le orlature, che privano l’apice delle penne di melanina, possono essere più o meno evidenti, ed in ogni caso non devono essere confuse con le brinature.

A differenza delle brinature nelle quali il colore (Varietà) non arriva all’apice, le orlature sono una depigmentazione melaninica più o meno evidente dell’apice delle penne stesse.

 

  

BRUNO

 

Il canarino “bruno” è derivato da una mutazione recessiva legata al sesso del canarino nero, con il solo effetto che la eumelanina nera è stata modificata, ad opera della mutazione apparsa verso la fine del XVII secolo, in eumelanina bruna.

 

La caratteristica principale dei canarini “bruno” è la grande quantità di melanina bruna presente sul mantello. Il disegno eumelaninico deve essere simile a quello del canarino nero con la variante che, anziché essere nero, sarà di colore bruno ossidato (tonalità di bruno fortemente intensa).

Le striature devono essere nette, simmetriche, lunghe e larghe; partendo dalla testa devono interessare il dorso e raggiungere le grandi copritrici.

I fianchi devono essere larghi e simmetrici, ben marcati e senza interruzione e presentare la stessa ossidazione della testa e del dorso

Le zampe devono essere brunite

Le parti cornee (becco e unghie) devono essere alquanto brunite.

 

In questi canarini la forte presenza di melanina bruna crea nell’ambito delle diverse Varietà e Categorie una diversificazione fenotipica molto evidente. Nei canarini Bruno bianco dominante o recessivo, la melanina, per la mancanza del lipocromo, si evidenzia ancor di più apparendo più scura rispetto alla Varietà gialla e a quella rossa.

 

Difetti principali:

-         disegno eumelaninico oltre che spezzato e confuso, dalla tonalità scadente, creante poco contrasto con la feomelanina bruna di contorno

-         feomelanina insufficiente con schiarite in alcune parti del mantello, principalmente sui fianchi, sul petto e sulla fronte

-         becco, zampe ed unghie poco brunite o ancor peggio di colore carnicino

orlature sul mantello che determinano, come nel canarino nero, la squalifica dal concorso.

 

AGATA    (1° FATTORE DI RIDUZIONE)

 

L’Agata è una mutazione recessiva legata al sesso apparsa come la bruna nel XVII secolo.

Questa mutazione ha ridotto sia la feo sia la eumelanina, provocando una riduzione quantitativa del disegno eumelaninico centrale, rendendolo così sottile e spezzato.

Nei canarini Agata si riduce l’eumelanina nera e nei soggetti più tipici si arriva fino alla quasi totale inibizione della melanina bruna.

I canarini  Agata devono mostrare nettamente il nero e contemporaneamente la più assoluta assenza di feomelanina bruna; per tale effetto, il lipocromo, nei brinati e negli intensi, si esprime brillantemente ed il disegno eumelaninico appare in modo molto marcato e netto di tipo spezzettato (a chicchi d’avena)

Negli  Agata a Varietà bianco e negli Agata mosaico, il disegno si esprime su un fondo argentato, privo di feomelanina.

 

Caratteri tipici

Le timoniere e le remiganti devono essere contornate da un’ampia  bordatura grigio perla;

Le striature spezzettate, sottili e simmetriche devono interessare la testa, il dorso e i fianchi

Le sopracciglia prive di melanina devono lasciar apparire nettamente il lipocromo di base

I mustacchi molto marcati e neri, devono apparire in modo evidente specialmente nei maschi.

Zampe, becco e unghie devono essere decisamente di colore carnicino

 

Difetti principali:

 -     striature non spezzate con disegno largo e lungo sul dorso o anche scarsamente segnate con tonalità opache e quindi con poco nero.

-         feomelanina presente su tutto o in parte del mantello, con tonalità complessivamente tendente al colore nocciola

-         fianchi poco evidenti o addirittura mancanti

becco e unghie influenzati da evidenti tratti melaninici (segni di matita).

 

ISABELLA

 

Il canarino isabella non è derivato da una mutazione ma dall’interazione (sovrapposizione) delle mutazioni “bruno”  e “agata” avvenuta grazie al crossing-over e per questo si definisce spesso l’Isabella come Bruno diluito.

Nell’Isabella la eumelanina è modificata (come nel Bruno) da nera in bruna e nel contempo vi è la stessa riduzione presente nell’Agata.  L’Isabella ha quindi, come il Bruno, disegno eumelaninico bruno contornato di feomelanina.  La  eumelanina bruna rimane colore testa di moro, di tonalità poco inferiore al Tipo bruno, e la feo di contorno assume, nei soggetti migliori, una tonalità caffelatte; l’insieme produce un effetto isabella.

Sulle melanine agisce la riduzione propria dell’Agata che conferisce lo stesso disegno a chicco d’avena sottile e spezzato con “mandorle” sulle remiganti .

L’indirizzo selettivo di questi canarini deve essere rivolto verso quei soggetti che mostrano un mantello interessato da una scarsissima presenza di feomelanina bruna sulla quale si evidenza un disegno molto tenue, formato da striature sottili e corte, identiche a quelle dei canarini agata ma di colore bruno chiaro.

 

Caratteri tipici:

-          striature formate da eumelanina bruna ridotta, sottili e spezzate (a forma di chicchi di avena), che partendo dalla testa si estendono lungo il dorso interessando i fianchi, i quali devono essere della tonalità del disegno del dorso

-          occhi tendenti al rosso, evidente se intravisti contoluce

-          becco, zampe ed unghie di colore carnicino

 

 

Difetti principali

-          disegno un po’ lungo e largo o, al contrario, poco evidente e mancante in alcune zone del dorso o della testa

-          fianchi appena percettibili o addirittura mancanti

-          feomelanina molto evidente sul mantello, tale che i soggetti si confondono con il canarino bruno

marcature delle timoniere e delle remiganti molto dure, con evidente mancanza di riduzione nelle loro bordature

 

Dopo aver descritto i  Tipi base  e cioè NERO, BRUNO, AGATA e ISABELLA passiamo ai cosiddetti Tipi aggiunti e cioè PASTELLO, OPALE, PHEO (INO), SATINE’, TOPAZIO, EUMO ed ONICE.

 

PASTELLO   (2° FATTORE DI RIDUZIONE)

 

Il Pastello è prodotto da una mutazione recessiva legata al sesso, apparsa nei Paesi Bassi nel 1957; riduce, in termini quantitativi e qualitativi, sia l’eumelanina che la feomelanina.      E’ chiamata “2° fattore di riduzione” ed è presente in tutti e quattro i Tipi base.

 

NERO PASTELLO

Caratteri tipici:

-          striature formate da eumelanina bruna ridotta, sottili e spezzate (a forma di chicchi di avena), che partendo dalla testa si estendono lungo il dorso interessando i fianchi, i quali devono essere della tonalità del disegno del dorso

-          occhi tendenti al rosso, evidente se intravisti contoluce

-          becco, zampe ed unghie di colore carnicino

Difetti principali

-          disegno un po’ lungo e largo o, al contrario, poco evidente e mancante in alcune zone del dorso o della testa

-          fianchi appena percettibili o addirittura mancanti

-          feomelanina molto evidente sul mantello, tale che i soggetti si confondono con il canarino bruno

marcature delle timoniere e delle remiganti molto dure, con evidente mancanza di riduzione nelle loro bordature.

 

NERO PASTELLO ALI GRIGIE

I canarini Pastello ali grigie si differenziano nettamente dai Nero pastello per la super riduzione della eumelanina nera nella parte mediana delle penne dovuta ad un gene minore di tipo additivo che si estrinseca soltanto in presenza del gene maggiore responsabile della mutazione Pastello.

Gli ali grigie mancano di disegno eumelaninico a strisce parallele sostituito da un disegno dorsale con piccoli occhielli simmetrici, privo di melanina visibile che è localizzata invece lungo il bordo di queste zone chiare e nella parte apicale delle penne , in cui si concentra ancora di più, accentuando così il tipico disegno a forma di scagliette dal colore grigio ferro-alluminio.

 

 

Caratteri tipici

-         mantello caratterizzato da una tonalità complessiva di colore grigio alluminio

-         dorso picchiettato e caratterizzato da una serie simmetrica di zone chiare tondeggianti (“occhi di pernice”)

-         becco, zampe ed unghie il più possibile ossidati come nei Pastello normali

 

Difetti principali:

-         disegno tendente ad esprimersi a strisce come nei Neri pastello, spezzato, oppure completamente assente e quindi di tonalità complessiva alquanto slavata

-         marcature a forma di mezze lune, molto estese e di tonalità nera

-         becco, zampe ed unghie poco ossidate

soggetti intermedi con quelli di Tipo Nero pastello, nei quali l’effetto dell’ala grigia si esprime in un modo non del tutto ottimale (soggetti da penalizzare fortemente).

 

BRUNO PASTELLO

Quando  la mutazione Pastello interagisce con il Bruno, ne riduce le feomelanine e in misura molto maggiore il disegno eumelaninico, con differenze individuali notevoli; nei soggetti migliori il disegno arriva a sparire quasi completamente.

Questi canarini si presentano con una tonalità complessiva “bruno ossidato”, ridotta rispetto ai Bruno normali non pastello, con assenza di  ogni traccia di disegno.     Il fattore “pastello” ha esercitato sulle due melanine brune (eu e feo) una azione diversificata: la feomelanina si riduce, ma ancor più si riduce la eumelanina bruna, tanto da presentarsi con la stessa tonalità della feo; pertanto il fenotipo di questi canarini si presenta con un colore complessivo “beige molto scuro” uniformemente distribuito su tutto il mantello, dando la sensazione di un appastellamento delle due melanine.

Le zampe, le unghie ed il becco devono essere bruniti intonandosi con la tonalità del mantello.

 

Difetti principali:

-         ossidazione melaninica non uniforme distribuita su tutto il mantello o con tonalità complessiva non al massimo, intermedia con il Tipo Isabella pastello

-         tracce di disegno presenti sul mantello, tollerate solo se lievemente presenti sui canarini intensivi

remiganti e timoniere decisamente di tonalità diversa da quella del mantello.

 

 

AGATA PASTELLO

Nel canarino  Agata pastello alla riduzione del 1° fattore dell’Agata base si unisce la riduzione del Pastello.

Il disegno rimane quello tipico dell’Agata e il nero eumelaninico assume una tonalità grigio ferro, mentre la feomelanina è fortemente ridotta, con un effetto grigio perla.    Entrambe le melanine negli  Agata pastello rispetto agli Agata normale, sono più ridotte.

I canarini  Agata pastello si differenziano dai normali per il colore delle melanine, le quali, per effetto della riduzione pastello, assumono complessivamente una tonalità grigia.     Il mantello degli “Intensi” e dei “Brinati”, privi di feomelanina, evidenzia un lipocromo molto luminoso;  nei “Mosaico” invece, il fondo del mantello appare di colore grigio perla.

 

Caratteri tipici

-         striature spezzate e sottili di colore grigio ferro, interessano la testa, il dorso e i fianchi

-         mustacchi ai lati delle mandibole molto marcati e della stessa tonalità del dorso

-         marcature interessano solo la parte centrale, lungo la rachide, delle remiganti e delle timoniere, le quali devono mostrare un bordo perlaceo il più ampio possibile

Difetti principali

-         colore eumelaninico brunastro sia sul mantello che sulle remiganti e timoniere tendente a confondersi facilmente con quello del Tipo Isabella pure poco ridotto qualitativamente, tendente al nero come quello del Tipo Agata di base

feomelanina presente su tutto il mantello.

 

ISABELLA PASTELLO

In questi canarini il fenotipo è l’espressione dell’interazione di tre distinte mutazioni:

 

-         Bruno che mostra l’eumelanina bruna  anziché nera

-         Agata che riduce sia il disegno eumelaninico che  la feomelanina di contorno

Pastello che accentua ancora di più la riduzione sia della  eumelanina che della feomelanina

 

L’interazione di queste tre mutazioni sortisce di fatto un fenotipo che mostra un mantello interessato da una leggera patina di bruno, uniformemente distribuita su tutto il mantello, con assoluta assenza di disegno.

 

Difetti principali:

-         patina bruna poco ridotta che si confonde con il Tipo Bruno pastello o fortemente ridotta per l’interazione di altri fattori aggiunti, che si confonde con il Tipo Isabella opale

-         disegno eumelaninico visibile sul dorso e sui fianchi

marcature molto evidenti da confondersi con il Tipo Isabella base

 

OPALE   (3° FATTORE DI RIDUZIONE)

 

La mutazione opale ( recessiva) è apparsa in Germania sin dal 1949, ma studiata a partire dal 1960; essa riduce fortemente la feomelanina ed inoltre modifica la collocazione dell’eumelanina su tutto il piumaggio, determinando un particolare effetto azzurrino. Questa mutazione, oltre che a ridurre fortemente la feomelanina, riduce l’eumelanina sia nera che bruna, oltre a modificarle invertendo la loro collocazione sulle penne e cioè localizzandosi nelle parti  inferiore (lato interno) invece che in quelle abituali superiori; per tale motivo, i canarini interessati da questa mutazione, evidenziano un palese riflesso azzurro.

 

 NERO OPALE

Nel canarino Nero opale abbiamo becco e zampe ossidate come nel canarino Nero di base; anche il disegno è simile ma il nero tipico del canarino Nero è trasformato in grigio azzurrino e la feomelanina è molto ridotta.

Il fenotipo di questi canarini, visto sotto l’aspetto generale, si manifesta con una tonalità complessiva di colore grigio azzurro.

 

Caratteri tipici

-         striature formanti il disegno del dorso, dei fianchi e della testa, si presentano come nei normali non opale, lunghe, larghe e simmetriche con una tonalità grigio azzurro, che si estendono lungo la rachide, su un fondo quasi privo di feomelanina bruna.

-         marcature delle remiganti e delle timoniere, se in possesso di un’alta concentrazione di eumelanina nera manifestano un inconfondibile effetto azzurro.

-         le zampe non sono minimamente intaccate dal fattore opale e pertanto devono presentarsi, come nei normali, più ossidate possibile

 

Difetti principali:

-         feomelanina bruna presente sul mantello con conseguente scarso effetto azzurro

-         disegno spezzato e confuso

-         becco, zampe ed unghie poco ossidate

piumaggio scomposto specialmente sui fianchi 

BRUNO OPALE 

Nel canarino Bruno opale interagiscono, la mutazione Bruno (che trasforma l’eumelanina nera in bruna) e la mutazione Opale che riduce fortemente sia le eumelanine (in questo caso eumelanine brune) sia le feomelanine; la feomelanina rimane presente anche se ridotta e di tonalità più chiara rispetto al Tipo base.  Nei soggetti migliori crea tuttavia una notevole patina saturando ogni penna e piuma; il disegno rimane presente anche se ridotto.

Il canarino Bruno opale mostra nell’insieme un mantello dal colore beige velato da una leggerissima tonalità azzurrina.

 

Caratteri tipici

-         disegno  lungo, velato e patinato con evidenti riflessi grigio azzurrino

-         striature che interessano la testa, il dorso ed i fianchi e si estendono simmetricamente sul mantello interessato da una leggerissima patina di feomelanina bruna

-         marcature per la forte concentrazione dell’eumelanina bruna mostrano in modo ottimale l’effetto azzurrino

-         zampe, becco ed unghie di tonalità brunastra come nel Tipo Bruno di base

 

Difetti principali:

-         soggetti intermedi con assenza di disegno eumelaninico dorsale che si confondono con i soggetti di Tipo Isabella opale

 feomelanina poco ridotta con conseguente riduzione dell’effetto azzurrino del disegno dorsale

AGATA OPALE

L’Agata opale si ottiene quando interagiscono la mutazione agata di base (primo fattore di riduzione) e quella opale (3° fattore di riduzione); il Tipo base agata produce una riduzione sia delle eumelanine che delle feomelanine mentre l’Opale provoca una ulteriore e ben maggiore riduzione su entrambe le melanine che si caratterizza  con un effetto grigio azzurrino sul disegno eumelaninico.   Tale disegno azzurrino si sposa magnificamente con la maggior parte dei lipocromi (colore).  Nell’argento (fondo bianco) perde molto in tonalità azzurrina ed anche nel rosso intenso sussiste tale problema; infatti l’azzurro permane sulle penne (ali e coda) ma non sul resto del mantello che appare grigio. In tutte le altre Varietà e Categorie il disegno può  essere azzurrino e risultare ottimo nei soggetti tipici.

I canarini Agata opale, più di qualsiasi altro Tipo,  esprimono al meglio l’effetto azzurrino sul loro disegno.

 

 

Caratteri tipici

-         striature devono avere la stessa caratteristica e la stessa forma a chicco di avena ma più piccola dei Tipi Agata normale, con la variante che la tonalità del colore è di un bel grigio azzurrino anziché nera; le striature si devono estendere su di un mantello privo di tracce di feomelanina

-         marcature grigio azzurrino ampiamente interessate da una bordatura grigio-perla

Difetti principali:

-         feomelanina bruna presente su tutto il mantello, tanto che alcuni pessimi soggetti si confondono con quelli di tipo Bruno opale

disegno eumelaninico molto duro e lungo o, al contrario, appena accennato con caratteristiche intermedie tra i Tipi Nero opale e Isabella opale.

 

ISABELLA OPALE 

Quando interagiscono le mutazioni responsabili del Bruno e dell’Agata si ha il Bruno diluito, ossia il canarino Isabella  (quarto canarino di base) ed inoltre quando interviene la mutazione opale si ottiene il Tipo Isabella opale e cioè un canarino con ben tre diverse mutazioni che riguardano le melanine.

Sappiamo che il Bruno trasforma le eumelanine nere in eumelanine brune, che l’Agata riduce ambedue le melanine e che l’Opale le riduce ulteriormente; l’effetto finale nel canarino Isabella opale è quello di un soggetto talmente ridotto nella sua espressione melaninica da assomigliare ad un canarino lipocromico.

La melanina rimane con una tenue tonalità beige nei soggetti tipici ed assume una leggera tonalità perlacea su remiganti e timoniere.

I Tipi Isabella opale hanno l’aspetto di un canarino lipocromico e sono distinguibili da esso soltanto dal riflesso perlaceo azzurrino delle remiganti e timoniere

 

Caratteri tipici

-         Dorso non deve presentare tracce di disegno, né tantomeno il mantello deve essere interessato dalla presenza di feomelanina.

 

 

 

Difetti principali:

-         Feomelanina che interessa il mantello con tendenza a confondere i soggetti  Isabella opale con quelli di Tipo Bruno opale

Disegno più o meno visibile sul dorso.

 

PHEO o INO  (4° FATTORE DI RIDUZIONE)

 

Questa mutazione (recessiva) è apparsa in Belgio nel 1964; il canarino Pheo (ex  Rubino) è il risultato di una mutazione il cui effetto consiste nella inibizione della eumelanina nera compresa quella del becco, delle zampe, delle unghie ed anche degli occhi, permettendo con ciò alla feomelanina di esprimersi al massimo lungo i bordi delle penne caratterizzando nei canarini ossidati Nero o Bruno, un tipico disegno ad orlature privo di eumelanina nella parte centrale di esse dove normalmente si localizza il disegno eumelaninico.

La mutazione Pheo agisce su tutti e quattro i Tipi di base ma l’effetto esteriore è diverso negli ossidati  Nero e Bruno avendo essi disegno eumelaninico e feomelanina, perciò la mutazione pheo fa apparire identici il dorso dei canarini Nero e Bruno aventi lo stesso disegno feomelaninico.

Nei canarini diluiti Agata ed Isabella il fattore Pheo, inibendo le eumelanine, fa apparire il loro mantello privo di qualsiasi traccia di melanina ad eccezione della punta delle timoniere e delle remiganti, dove rimane in forma di una leggerissima sfumatura tendente al crema  gessoso; gli occhi sono di colore rosso.

I canarini Pheo sono differenziati  in due categorie distinte:

I canarini Pheo sono differenziati  in due categorie distinte:

-         Agata ed Isabella nel gruppo Melaninici ad occhi rossi (v. anche oltre)

Nero e Bruno nel gruppo Pheo

Al gruppo Pheo, come abbiamo visto precedentemente, appartengono i canarini di Tipo Nero e di Tipo Bruno che  hanno un fenotipo quasi identico differenziandosi solo in piccoli particolari: melanina centrale e sottopiuma colore grigio antracite nel Nero e colore caffelatte nel Bruno.

 

Caratteri tipici

-         disegno a scaglie dovuto al fatto che la feomelanina, localizzata lungo il bordo delle penne crea un contrasto netto con la parte centrale priva di eumelanina inibita dalla mutazione in questione; in questa zona si evidenzia il lipocromo (colore) di fondo, mentre rimane bianca se i canarini appartengono alla varietà “bianco dominante o recessivo” e alla categoria “mosaico”

-         occhi rossi più evidenti nei canarini di Tipo Bruno, più cupi in quelli di Tipo Nero

-         zampe, unghie e becco chiari sia nei Nero che nei Bruno

-         disegno a scaglie che deve interessare tutto il mantello partendo dalla testa per andare sul dorso e sui fianchi; le bordature delle timoniere e delle remiganti non mutate nei soggetti giovani sono più ampie e più marcate di quelle degli adulti, quindi bisogna prestare attenzione a che esse non cadano durante la muta estiva del piumaggio, perché nel ricrescere sarebbero meno bordate (la maggior parte delle volte nascono senza bordatura feomelaninica e perciò molto penalizzate alle mostre alla voce “Tipo”

Difetti principali:

-         poco contrasto tra il centro delle penne prive di melanina e la periferia interessata dalla presenza di feomelanina non ossidata al massimo

-         disegno molto confuso e appastellato, con zone del mantello prive di feomelanina

-         melanina centrale presente in modo marcato sulle timoniere e remiganti in special modo nei canarini di Tipo Nero pheo.

SATINE’  (5° FATTORE DI RIDUZIONE)

 

Questa mutazione, recessiva legata al sesso, è apparsa nei Paesi Bassi nel 1970 e si manifesta sui canarini inibendo la  eumelanina nera e la feomelanina bruna ma non la eumelanina bruna, che è la forma mutante della eumelanina nera (mutazione del canarino Bruno).

La mutazione Satiné agisce su tutti e quattro i Tipi base: Nero, Bruno, Agata e Isabella in modo non uguale; nei canarini con feomelanina bruna (Bruno e Isabella) il disegno, essendo feomelaninico rimane presente, ma nei canarini con disegno eumelaninico per effetto della mutazione satiné che inibisce sia la eumelanina nera che la feomelanina bruna nei canarini di Tipo Nero ed Agata, che le hanno ambedue, il mantello appare privo di disegno melaninico.

  

I canarini Satiné sono differenziati  in due Tipi distinti:

-         i Tipi Bruno ed Isabella avendo disegno mutato uguale sono denominati Satiné

i Tipi Nero ed Agata non presentano più disegno apparendo lipocromici, come i canarini Pheo agata ed isabella che anche se geneticamente differenti presentano lo stesso mantello privo di disegno, per cui appartengono alla stessa categoria dei Melaninici ad occhi rossi

I canarini Isabella e Bruno che vengono indicati con il termine Satiné sono quei soggetti il cui fenotipo è il risultato dell’effetto combinato di due distinte mutazioni: Bruno e Satiné.

I soggetti più tipici evidenziano un disegno centrale, lungo la rachide, sottile e spezzato, costituito da sola eumelanina bruna che contrasta nettamente con il contorno, privo di qualsiasi traccia di feomelanina; esso deve interessare simmetricamente oltre al dorso anche i fianchi e la testa.

I canarini Satinè hanno gli occhi rossi e le zampe, il becco e le unghie di colore carnicino.

 

Difetti principali:

Difetti principali:

-         disegno duro, lungo e largo oppure carente e sbiadito

-         feomelanina ridotta o evidente sul mantello, creando di fatto poco contrasto con il disegno centrale lungo la rachide

fianchi mancanti in uno o entrambi i lati.

 

TOPAZIO   (6° FATTORE DI RIDUZIONE)

 

La mutazione Topazio (recessiva) è di recente acquisizione; infatti è apparsa forse in Italia per la prima volta circa venti anni fa, ma non è stata capita ed è stata focalizzata in altri paesi.

Esercita la sua azione riducendo e modificando l’eumelanina nera che appare di colore testa di moro, provocando inoltre una riduzione sia della feo che della eumelanina bruna; la mutazione Topazio esercita la sua azione anche sulle zampe e sulle parti cornee (becco ed unghie), rendendole brunite negli ossidati di Tipo Nero e carnicine negli  Agata.

Gli occhi assumono una colorazione rossiccia, molto evidente alla nascita, che con il passare dei giorni si scurisce fino a diventare meno evidente negli adulti.

Attualmente sono riconosciuti due Tipi: Nero e Agata.

I canarini  Bruno e Isabella topazio non sono riconosciuti, forse per lo scarsissimo interesse che hanno suscitato; i pochi soggetti che abbiamo visto sembrano simili a quelli di Tipo Pastello.

  

NERO TOPAZIO

Questi canarini per effetto della riduzione Topazio, presentano un disegno eumelaninico di colore testa di moro, somigliando molto ad un Bruno di base contornato da una discreta presenza di feomelanina

 

Caratteri tipici:

-         marcature delle remiganti e timoniere ampiamente bordate di bruno degradante

-         striature lunghe larghe e simmetriche che devono interessare la testa, il dorso e i fianchi

-         rachide chiara e contornata da eumelanina concentrata di colore testa di moro

-         becco, zampe ed unghie devono apparire il più possibile brunastre

 

Difetti principali:

-         disegno sottile ed irregolare, spezzato o carente in alcune parti del mantello

-         rachide ossidata come nei Tipi normali

-         feomelanina sul mantello presente in modo eccessivo

marcature poco bordate di bruno degradante.

 

 AGATA TOPAZIO

Questi soggetti presentano un disegno eumelaninico simile a quello dei Tipi base Agata un po’ più ridotto, dalla tonalità testa di moro su di un mantello gessato privo di feomelanina

 

 

Caratteri tipici

-         rachide deve essere chiara e contornata da melanina concentrata

-         remiganti e timoniere devono presentare un’ampia bordatura perlacea degradante

-         becco, zampe ed unghie devono essere di colore carnicino

 

Difetti principali

-         feomelanina diffusa su tutto il mantello

-         rachide scuro anziché chiaro

remiganti e timoniere poco bordate di melanina degradante.

 

EUMO  (7° FATTORE DI RIDUZIONE)

 

La mutazione Eumo (recessiva) è apparsa nei Paesi Bassi nel 1990 ed è di recentissima acquisizione ufficiale; quindi, per la ridotta selezione non ancora al massimo della sua potenziale espressività

Il fattore Eumo esercita la propria azione riducendo parzialmente le eumelanine, contrastando fortemente l’estrinsecazione della feomelanina; la mutazione Eumo provoca in tutti i Tipi  la depigmentazione dell’occhio che appare rosso e la scomparsa dell’ossidazione del becco, delle zampe e delle unghie negli Ossidati.

   

NERO EUMO

 

L’azione primaria della mutazione Eumo è quella di contrastare la feomelanina bruna, pertanto questi canarini, per evidenziare al meglio la loro tipicità, devono presentarsi con i seguenti caratteri tipici:

-         disegno eumelaninico netto e ben definito leggermente ridotto rispetto ai canarini Nero base, con una tonalità antracite molto scura.

-         striature simmetriche, lunghe, che devono interessare la testa il dorso e i fianchi

-         feomelanina completamente assente dal mantello, deve permettere al colore di fondo nelle sue diverse varietà di esprimersi in tutta la sua purezza e brillantezza

-         occhi di un colore rosso cupo (rosso prugna)

-         becco, zampe ed unghie perdono la loro ossidazione

Difetti principali

-         disegno spezzato o sottile o confuso e comunque con tonalità di colore che tende a confondersi con quello dei soggetti di tipo “agata pastello”

-         fianchi con assenza di disegno da entrambi i lati

-         feomelanina diffusamente presente in parte o su tutto il mantello

-         occhi poco o affatto depigmentati e quindi neri.

 

BRUNO EUMO

I canarini  Bruno eumo, a prima vista, per la scarsa presenza della feomelanina, sembrano dei canarini del Tipo Isabella

 

Caratteri tipici

-         disegno eumelaninico abbastanza lungo e dalla tonalità bruno carico

-         occhi di un colore rosso scuro, decisamente più evidente dei canarino Bruno base

-         striature distribuite simmetricamente partendo dalla testa interessando tutto il dorso e i fianchi

 

Difetti principali:

-         disegno eumelaninico sottile o spezzato e confuso, dalla tonalità di un colore bruno tendente al beige

-         feomelanina diffusa in parte o in tutto il mantello

-         occhi in cui è poco apprezzabile il colore rosso o addirittura decisamente di colore scuro come nei Bruno di base

fianchi mancanti di disegno in una o in entrambe le parti.

  

AGATA EUMO

Questi canarini sono forse i più appariscenti della gamma Eumo; l’assenza assoluta della feomelanina permette a questi soggetti di evidenziare un mantello in cui i lipocromi di fondo, nelle diverse tonalità, si esprimono con tutta la loro purezza e luminosità.

 

Caratteri tipici

-         disegno ridotto e di colore grigio scuro, si presenta in modo simile all’Agata di base

-         occhi  di un rosso ben visibile

-         mantello privo di ogni traccia di feomelanina

 

Difetti principali:

-         disegno eumelaninico marcato, lungo e irregolare, che tende al colore beige

-         occhi poco depigmentati e quindi non rossi

fianchi mancanti di disegno da uno o entrambi i lati.

 

ONICE   (8° FATTORE DI RIDUZIONE)

 

E’ una recentissima ed interessante mutazione recessiva riconosciuta a livello di Federazione Internazionale e dalla F.O.I. nel 2001.

La mutazione Onice esercita la sua azione riducendo qualitativamente le eumelanine, ma lasciando inalterata la dimensione del disegno e riducendo anche la feomelanina.

Il fattore Onice provoca inoltre un effetto fuligginoso su tutto il mantello che è la caratteristica peculiare della mutazione.

A causa della riduzione della feomelanina nei Tipi Onice la Varietà   risulta più brillante dei Tipi di base.

Il becco, le zampe e le unghie devono mantenere le stesse caratteristiche dei Tipi di base.

I soggetti con notevole interferenza con il Tipo Opale (allelico all’Onice, tantochè in certi soggetti appaiono entrambe le espressioni), non devono essere giudicati. 

  

NERO ONICE

Disegno eumelaninico simile al Nero e cioè lungo e largo anche se di un nero meno brillante, massima riduzione della feomelanina in modo da esaltare il colore di fondo, patina fuligginosa che avvolge l’intero mantello (caratteristica peculiare del fattore Onice), massima ossidazione di becco e zampe.

BRUNO ONICE

Disegno simile al Tipo Bruno di base, ben definito e di tonalità bruno scuro.   

A causa dell’effetto della mutazione Onice la riduzione della feomelanina rende il mantello più chiaro rispetto al Tipo base;  una patina fuligginosa avvolge l’intero mantello, le marcature e le vergature si manifestano interessate dalla eumelanina bruna che appare di tonalità ridotta rispetto al Tipo base.

 

AGATA ONICE

Conformazione del disegno simile a quello del Tipo Agata di base ma di tonalità grigio scuro con assenza di feomelanina che conferisce all’Agata onice l’effetto fuliggine, rendendo il fondo di colore grigio e nero.

Le marcature e le vergature si manifestano uniformemente interessate dalla eumelanina nera che ridotta appare di tonalità grigio scuro, più diluita, rispetto al Tipo Agata di base; il becco le zampe e le unghie devono essere carnicini.

  

ISABELLA ONICE

Allo stato attuale non ci sono indicazioni inerenti al Tipo Isabella onice; in futuro la selezione ci dimostrerà se può esistere la possibilità di definire lo standard di questo Tipo.

 

PIUMAGGIO

 

CARATTERI TIPICI

Il piumaggio composto da piume e penne  deve essere completo, intatto, uniforme, liscio, compatto, serico e brillante; le penne e le piume si devono ricoprire l’una con l’altra come tegole ben ordinate.    La coda e le ali devono essere compatte, unite ed intatte.

 

Sono da considerare difetti:

-          piumaggio troppo abbondante ai fianchi e tendente a scomporsi; ciliari troppo folti o sollevati

-          piumaggio eccessivamente abbondante con piumino che sbuca spesso tra le piume, rendendo meno compatto tutto il mantello (soggetti eccessivamente brinati)

-          piumaggio corto, scarso e secco (soggetti eccessivamente intensi)

-          piumaggio incompleto per muta non ultimata; remiganti o timoniere non uniformi (alcune mutate altre no)

-          piumaggio della gola o del petto sollevato (cravatta)

-          piumaggio scomposto su uno o entrambi i fianchi, sull’addome o sul petto

-          piumaggio scomposto sul dorso, con piume che tendono a divaricarsi (dorso aperto)

-          penne che ricoprono il codione ricadenti ai lati dello stesso (piume di gallo)

-          coda (timoniere) a ventaglio o a rondine

-          remiganti (ali) non compatte o non uniformemente in linea

 

 

FORMA

 

CARATTERI TIPICI

-          lunghezza compresa tra cm 12,5 e cm 13,5 dall’attaccatura del becco all’apice delle timoniere con buone proporzioni tra le varie parti

-          testa tonda e larga con becco corto, conico e piuttosto largo alla base

-          occhi brillanti, vivi e disposti sulla stessa linea immaginaria di chiusura del becco

-          collo ben proporzionato, con rafforzamento alla base di impianto sul tronco

-          dorso largo e pieno, deve formare un unico ed armonioso blocco con le ali che devono appoggiarsi naturalmente e simmetricamente sulla base della coda

-          petto largo ed arrotondato se visto di profilo

-          tronco non troppo grosso, né esile e né sottile, deve armonizzare con il collo e la testa evidenziando, nell’insieme, un’impressione di potenza, eleganza e bellezza

-          coda né troppo lunga né troppo corta, deve essere 2/3 della lunghezza del tronco e misurare da cm 4 a cm 4,5 circa;  deve armonizzare con la lunghezza del corpo

-          arti inferiori devono essere robusti e solidi, con diti forti e sicuri nella presa del posatoio.

DIFETTI DEL PORTAMENTO CHE INFLUENZANO NEGATIVAMENTE ANCHE LA FORMA

-          ali portate troppo basse e rilassate lungo i fianchi

-          ali che si incrociano sul codione o addirittura sul dorso

-          coda portata troppo alta o troppo bassa

-          arti portati dritti senza la normale semi flessione del ginocchio

-          testa portata troppo alta o troppo bassa

           Spero che questo mio scritto, frutto di una lunga esperienza nel campo dei Canarini di Colore, dia ai soci dell’Associazione Fiorentina Ornitologica lo stimolo per aprire un dialogo presso la sede ed approfondire questa bellissima materia.

 

Firenze, marzo 2001                                                           Otello Mori