MUTAZIONI GENETICHE E LORO COMPORTAMENTI

 

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Il colore del canarino ancestrale è verde: i pigmenti che danno origine a questo colore sono le eumelanine nere e brune, le feomelanine brune, le quali formano il disegno del canarino; l’altro elemento è il lipocromo giallo che unito al disegno assume una colorazione verde.

Il lipocromo, sostanza grassa del piumaggio, non solo è determinante nel dare il colore al canarino, ma è parte essenziale per avere un’ottima qualità del piumaggio, per renderlo più morbido, compatto, serico.

Da quando il canarino è allevato in cattività, si sono manifestate svariate mutazioni, la maggior parte delle quali dovute alla capacità di selezione da parte dell’uomo.

L’isabellismo e l’albinismo sono mutazioni che avvengono anche allo stato libero, ma restano fine a loro stesse; al contrario, in cattività, non solo sono state fissate, ma hanno dato origine a nuove mutazioni genetiche, ed hanno aperto la strada per ulteriori fenomeni genetici.

In questo manuale è essenziale parlare di tutte quelle mutazioni che interessano i Canarini di Forma e Posizione Lisci: ce ne sono alcune che interessano il disegno, altre il colore, altre ancora la qualità del piumaggio attraverso il ciuffo. Prima di entrare nel comportamento di queste mutazioni è doveroso elencarle suddividendole tra loro.

Parleremo prima di quelle che interessano il disegno e il colore, le quali sono: il bianco dominante, il bianco recessivo, il bruno o cinnamon, l’agata, l’isabella e il fattore avorio giallo; quella che interessa il piumaggio è il ciuffo.

 

BIANCO DOMINANTE: questa mutazione, nel suo fenotipo, si manifesta annullando totalmente sia le eumelanine che le feomelanine oltre ad inibire, modificando la struttura cromosomica, la manifestazione del lipocromo (giallo o rosso). In questo tipo di canarino bianco si possono notare soltanto alcune tracce lipocromiche che interessano le spalline, il codione e il vessillo esterno delle penne primarie. Questa mutazione si comporta in maniera dominante. Alcuni esempi per rendere più agevole l’interpretazione della dominanza.

Con maschio o femmina bianco dominante per femmina o maschio giallo o rosso si ha la seguente prole:

-         figli maschi bianco dominante;

-         figli maschi giallo o rosso;

-         figlie femmine bianco dominante;

-         figlie femmine giallo o rosso.

Questo in teoria, in pratica è possibile avere anche tutti figli gialli o rossi, oppure tutti bianchi; i figli gialli o rossi sono omozigoti per il fattore bianco dominante. Al contrario tutti i figli bianco dominante, maschi o femmine, possono avere prole, anche accoppiati tra loro sia gialla che rossa, oltre naturalmente a figli bianchi. Alcuni di questi figli bianchi possono avere il doppio fattore bianco, che è subletale.   

 

BIANCO RECESSIVO: il fenotipo del bianco recessivo è perfettamente puro, non manifestando nessuna sfumatura lipocromica, oltre ad avere il colorito della pelle rosa violaceo. Il comportamento genetico recessivo sta a dimostrare che questo fattore, non solo non domina in prima generazione, ma per ottenerlo in seconda deve essere posseduto da entrambi i genitori, sia in purezza o come portatore.

Alcuni esempi esplicativi:

con maschio o femmina bianco recessivo per femmina o maschio giallo o rosso si ha la seguente prole:

-         figli maschi giallo o rosso portatori di bianco recessivo;

-         figlie femmine giallo o rosso portatrici di bianco recessivo.

Con maschio o femmina bianco recessivo per femmina o maschio giallo o rosso portatore di bianco recessivo, si ha la seguente prole:

-         figli maschi bianco recessivo;

-         figli maschi giallo o rosso portatori di bianco recessivo;

-         figlie femmine bianco recessivo;

-         figlie femmine giallo o rosse portatrici di bianco recessivo.

Con maschio o femmina giallo o rosso portatore di bianco recessivo per femmina o maschio giallo o rosso portatore di bianco recessivo, si ha la seguente prole:

-         figli maschi bianco recessivo;

-         figli maschi giallo o rosso portatori di bianco recessivo;

-         figli maschi giallo o rosso omozigoti;

-         figlie femmine bianco recessivo;

-         figlie femmine bianco o rosso portatrici di bianco recessivo;

-         figlie femmine giallo o rosso omozigote.

Con maschio o femmina giallo o rosso portatore di bianco recessivo per femmina o maschio giallo o rosso omozigote, si ha la seguente prole:

-         figli maschi o femmine giallo o rosso portatori di bianco recessivo;

-         figli maschi o femmine giallo o rosso omozigote.

 

Il bruno, l’agata, l’isabella e l’avorio sono fattori recessivi legati al sesso e si comportano nel seguente modo:

BRUNO: l’eumelanina nera, per l’avvento di alcuni fenomeni che modificano la struttura dei cromosomi, tramuta l’eumelanina nera in bruna, questa mutazione chiamata “schizzocromismo” è una delle mutazioni che avvengono anche allo stato libero ed è chiamata isabellismo. Per ottenere canarini bruni o portatori di bruno, essendo questa mutazione recessiva legata al sesso, dobbiamo proseguire con i seguenti accoppiamenti:

con maschio bruno giallo per femmina verde, si ha la seguente prole:

-         figli maschi verdi portatori di bruno;

-         figlie femmine bruno giallo omozigote.

Con maschio verde per femmina bruno giallo, si ha la seguente prole:

-         figli maschi verdi portatori di bruno giallo;

-         figlie femmine verdi omozigote.

Con maschio verde portatore di bruno per femmina bruno giallo, si ha la seguente prole:

-         figli maschi bruno giallo;

-         figli maschi verdi portatori di bruno;

-         figlie femmine bruno giallo omozigote;

-         figlie femmine verdi omozigote.

Con maschio verde portatore di bruno per femmina verde, si ha la seguente prole:

-         figli maschi verdi portatori di bruno;

-         figli maschi verdi omozigoti;

-         figlie femmine bruno giallo omozigote;

-         figlie femmine verdi omozigoti.

 

AGATA E ISABELLA: il fattore agata che è una diluizione del nero bruno e l’isabella, che nel disegno del suo fenotipo ha solamente la feomelanina diluita, essendo entrambi fattori recessivi legati al sesso geneticamente si comportano come il bruno. Può avvenire che un maschio verde portatore di isabella possa portare anche gli altri due fattori: bruno e agata.

 

AVORIO: questo fattore interessa solo il lipocromo e ha carattere genetico recessivo legato al sesso e quindi si comporta come il bruno. Questo colore si può notare soventemente nei canarini di Razza Spagnola.

 

CIUFFO: questa mutazione interessa il solo piumaggio, ossia il ciuffo, patrimonio fenotipico di alcune razze: Gloster, Crest, Lancashire ed inoltre altre due razze delle quali una è il Ciuffato Tedesco, Razza riconosciuta dalla COM e in via di riconoscimento da parte della FOI, l’altra è il Rheinlander, riconosciuta solamente dalla Federazione Tedesca.

Il ciuffo geneticamente è un fattore dominante indipendentemente dal sesso; ed ecco alcuni esempi dimostrativi:

accoppiando canarino ciuffato per canarino a testa liscia, si ha la seguente prole:

-         figli ciuffati;

-         figli a testa liscia.

Accoppiando canarino ciuffato per canarino ciuffato, si ha la seguente prole:

-         figli ciuffati;

-         figli ciuffati a doppio fattore (subletale);

-         figli a testa liscia.

I figli ciuffati a doppio fattore raramente godono di ottima salute, al contrario hanno difficoltà nella muta delle penne e non riescono e raggiungere il periodo amoroso della riproduzione, è più facile che abbiano un corto periodo di vita. Qualora teoricamente avessero prole accoppiati a canarini a testa liscia avremmo sempre figli ciuffati. I figli nati da ciuffato per ciuffato che nascono a testa liscia, accoppiati a loro volta ad altri canarini a testa liscia, con lo stesso patrimonio genetico, daranno prole tutta a testa liscia.

Questi chiarimenti sono stati necessari in quanto nella specializzazione dei Canarini di Forma e Posizione Lisci, non è mai stata affrontata a fondo la genetica delle varie mutazioni; si ha così chiaro il comportamento di tutti i fattori genetici e fenotipici.