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Carissimi visitatori, se siete entrati nel nostro sito, immaginiamo che vogliate sapere qualcosa di noi. Faremo del nostro meglio per accontentarVi.

Chi conosce già il nostro “mondo” di allevatori amatoriali di uccelli da compagnia, sa che la nostra Associazione è una delle tante consimili che hanno cominciato a costituirsi negli anni 20 del secolo scorso in molte parti dell’Europa, ciascuna delle quali oggi fa capo alla Federazione della propria Nazione.

La federazione italiana è la F.O.I  Onlus (Federazione Ornicoltori Italiani) con sede attuale a Piacenza (29100- Via Conciliazione – 45/A).

Le Associazioni di più antica fondazione le ritroviamo in Emilia Romagna, regione di grandi tradizioni nell’allevamento di ogni sorta di animali, sia da reddito che da diletto. Modena, Reggio Emilia furono le prime ad organizzarsi in ben definiti sodalizi.

La nostra Associazione nasce nel mese di Dicembre del 1964 con presidente un sacerdote, don Armando Elmi; fra i consiglieri tuttora in “attività di servizio” Giuliano Passignani, che ha raccontato all’interno del sito la  “Storia dell’A.F.O.”.

I nostri iscritti sono attualmente 180, il numero più alto fra tutte le consimili toscane.

Le altre Associazioni del Raggruppamento Toscano hanno sede a: Carrara, Grosseto, Livorno, Lucca, Pisa, Pistoia, Prato, Viareggio, cioè 9 in tutto.

Fino ai giorni d'oggi, e salvo un’unica eccezione indipendente dalla nostra volontà, ogni anno abbiamo allestito una Mostra “importante”, sia per le caratteristiche dei locali, che per il numero delle adesioni (ingabbi) e la ricchezza dei premi in palio. Nel 1981 abbiamo anche organizzato il Campionato Italiano di Ornitologia nei locali dell’ippodromo del Parco delle Cascine.

Le mostre dei primi anni le tenemmo nel cosiddetto “Tepidario”, una grande serra tutta a vetri, che essendo in città attirava un numero elevatissimo di visitatori. Poi utilizzammo il “Parterre”, ben conosciuto ai suoi tempi in quanto sede della “Mostra dell’Artigianato”. Poi fu la volta delle “Pavoniere”, la “Villa Montalvo” e  “l’Auditorium Rodari” a  Campi Bisenzio,  al “Palasport di Lastra a Signa”, alla Palestra Barbasetti in Viale Malta e poi alla Limonaia di Villa Strozzi a Firenze, attuale sede delle mostre di questi ultimi anni..

Allestire quindi almeno una Mostra ogni anno, in primo luogo, per dare ai Soci la soddisfazione di confrontarsi “in casa” con i colleghi allevatori fiorentini e quelli provenienti dalle altre città toscane, a parte il fatto che c’è sempre stata una buona partecipazione di espositori delle altre Regioni; in secondo luogo, per dare una "contropartita" alla spesa del tesseramento, anche se questo da diritto ai vari altri benefici che tutti conoscono.

 

Non c’è dubbio che su questo nostro intento organizzativo possiamo dire di essere stati all’altezza. Ma un altro aspetto espositivo abbiamo sempre curato: quello di dedicare ogni volta una giornata (talvolta tutto il venerdì, tal’altra il sabato mattina) alle visite scolastiche.

Abbiamo spesso data la preferenza alla Scuole Medie, perché ci è sembrato che i ragazzi più maturi, per impostazione e livello di apprendimento scolastico, fossero più adatti a recepire le nozioni che gli addetti davano durante l’itinerario di visita alle rastrelliere cariche di oltre mille gabbie e, successivamente, durante la conferenza- dibattito riepilogativo.

D’altra parte noi crediamo che l’ornitofilia debba coinvolgere un po’ anche il lato tecnico-scientifico dell’allevamento degli uccelli o della loro semplice detenzione.

Siamo arrivati a questa conclusione dopo i primi anni di esperienza, accorgendoci che i ragazzi delle Medie, durante la conferenza-dibattito, ci ponevano delle domande assai fondate, seriamente tese a dirimere dubbi e accrescere le loro conoscenze biologiche e ambientali.

I concetti di Specie, Razza, selezione, gli argomenti di genetica, dell’alimentazione, della liceità della vita captiva e tanti altri,  sono sempre stati dibattuti su istanza dei ragazzi e ne è nato un colloquio seriamente coinvolgente. Va detto, ad onor del vero, che gli insegnanti avevano già introdotto durante le ore di scuola gli argomenti prevedibilmente oggetto di discussione.

Quasi sempre, il giorno dopo, questi ragazzi sono tornati a visitare la Mostra con i genitori e li abbiamo visti svolgere la funzione di “Ciceroni”, forti delle nozioni assimilate il giorno precedente. Evidentemente l’interesse non era mancato.

Per noi infine c’è stata la soddisfazione che qualche adulto, spesso sollecitato dal figlio,  ma anche dalla consultazione della  rivista “Italia Ornitologica” (consegnata gratuitamente a ciascun ragazzo) messa  a disposizione dei visitatori, si è iscritto al nostro sodalizio e, se già semplice allevatore “casalingo”, successivamente ha cominciato ad allevare più “tecnicamente”, per poi misurarsi con gli altri e accrescere la propria esperienza ornitologica.

E’ nostra assoluta convinzione che l’apertura ai ragazzi sia fondamentale nel programma di propaganda che una associazione come la nostra deve svolgere nei riguardi dei giovani ed anche dei meno giovani (l’attuale indirizzo medico sulla “pet therapy” ce lo insegna).

 

ALLEVARE PER PROTEGGERE

 

 La stampa specializzata, le pubblicazioni del WWF e degli altri sodalizi consimili minori, la TV, ci informano continuamente del “precario stato di salute” del nostro Pianeta, compreso il numero crescente di situazioni a rischio per la sopravvivenza di molte Specie animali.

Oggi le espressioni “effetto serra”, “specie in pericolo di estinzione”, ecc., sono sulla bocca di tutti. In  alcuni casi c’è dell’esagerazione, dovuta spesso a ignoranza o alla voglia di dimostrarsi “al passo coi tempi”, ma in molti casi i rischi sono reali e la loro conoscenza non di rado ci addolora profondamente

Se il simpatico Panda sparisse dalla faccia della Terra non sarebbe un dispiacere per molti di noi? Non crediamo ci sia qualcuno così cinico da dire che…ci sono cose più importanti a cui pensare. Certo, ma quando ad una cosa prima o poi si può porre rimedio, almeno la speranza resta, ma quando una cosa non c’è più,  non c’è neppure un briciolo di speranza!

Quante specie animali (anche alcune vegetali) sono scomparse dalla faccia della Terra in questi ultimi tempi? Centinaia fra le Specie più vistose, migliaia se vi si aggiungessero i piccolo invertebrati.

Come molti sanno, esiste una organizzazione mondiale che tutela la salute a la sopravvivenza delle specie a reale rischio di estinzione più o meno prossima ed esiste un elenco di queste specie, l’elenco CITES che le enumera secondo tre livelli di rischio: quelle ad alto rischio comprese nell’”allegato A”, quelle  a medio rischio (all. B) e quelle a rischio locale (all. C).

Vi sono comprese anche molte specie di uccelli, da quelle ridotte a pochi esemplari presenti solo in laboratori specializzati che li allevano con la speranza di poter un giorno reinserirli in natura, a quelle oggetto di continuo prelievo nei luoghi di nidificazione da parte di speculatori di ogni risma.

Alcune specie di uccelli tutelate dalla CITES vengono da tempo allevate dagli appassionati ornicoltori e costituiscono un “serbatoio” cui domani sarà possibile attingere se la situazione in natura dovesse volgere al peggio.

 

Certamente non possiamo pensare di allevare la Gru canadese o il Condor della California ,  ma,  nel nostro piccolo, un tangibile contributo lo forniamo anche noi; non foss’altro insegnando ai giovani il rispetto e l’amore per la natura e per le sue creature.

E’ certo che allevando per diletto le specie avicole che sono oggetto della nostra solerte passione si accresce in noi stessi e si trasmette agli altri la consapevolezza di un’opera meritoria indispensabile per non tradire le generazioni dei nostri figli. Ecco perchè il motto che ci contraddistingue è: allevare per proteggere.

 

Le Regioni sono in grado di costituire dei Parchi nazionali, il WWF è in grado di costituire delle aree protette di grande importanza ed estensione. Noi non abbiamo le loro possibilità, ma il nostro contributo alla salvaguardia della natura e al coinvolgimento dei giovani l’abbiamo dato anche noi, noi per dire la nostra Federazione, la F.O.I, che ha costituito nella valle del Sele in località Trepalade una efficiente oasi di rifugio che ogni anno è meta di continua affluenza di scolaresche che in tal modo vengono in concreto contatto con i problemi della tutela dell’ambiente e che saranno poi loro stessi più preparati per essere garanti di questa tutela.

 

“PROPENSIONI E PASSIONE”

 

         Dunque siete entrati in quel variopinto mondo di quei piccoli uccelli che ormai da secoli vengono fatti riprodurre in gabbie o voliere da persone che allevano queste amabili creature per una certa atavica passione di vederle nascere, crescere, e infine, presentarsi ai loro occhi nelle loro splendide livree da adulti o sentirle esibire le loro melodiche canzoni. Abbiamo detto “passione” e a noi non va giù sentirla definire con quella simpatica ed esotica parola tanto di moda da alcuni anni: HOBBY.

         No, come lo si intende abitualmente, l’hobby può essere transitorio, può essere sostituito da un altro hobby di natura assai diversa, può essere coltivato marginalmente per riempire qualche ora vuota. La passione no, è come l’amore; quando è vero diventa gelosia, ansia, sofferenza; soprattutto resta una cosa nostra, che coinvolge la nostra personalità fino a diventare egoistica, o altro; tutte  cose nelle quali molti di noi possono facilmente riconoscersi.

Noi dunque siamo e restiamo allevatori per passione, sì, assolutamente per passione, perchè nulla vieta che qualche esemplare depositario di qualche raro pregio scaturito dalla sagacia e competenza genetici dell’allevatore, venga ceduto, dopo reiterate insistenze a prezzi che li’ per li’ possono apparire esagerati. Ma pensate a Giuseppe Verdi, a Picasso e ai tanti altri artisti che hanno donato al mondo opere d’arte, di letteratura, di musica celestiali. Lo hanno fatto per guadagno?  No di certo, ma crediamo che nessuno abbia da ridire sulle loro alte remunerazioni. Si ricercano le rarità, non le banalità!

Già che siamo entrati nella retorica, permetteteci una breve prosecuzione.

Noi siamo dunque allevatori per passione e il discorso verte sulle varie propensioni che si riscontrano in un certo numero di esseri umani, vuoi per ataviche influenze, vuoi per contingenti combinazioni geniche: propensione per la musica, per la danza, per la manualità, per gli animali, e così via.

Se è una “vocazione” di quelle autentiche, alla prima occasione si manifesta prepotente e costringe ad assecondarla divenendo una vera e propria “passione” che può finire per accompagnarci per tutta la vita.

Si sente dire talvolta: “io avrei avuto la passione per questa cosa, ma non mi è stato possibile dedicarmici ed esaudirla”. Spiacevole faccenda, diciamo noi, perché può succedere che qualunque altra affermazione o realizzazione più o meno mondana, non la si senta mai completamente gratificante.

Crediamo che nessuno negherebbe l’etichetta di fortunato a colui che, in un contesto di vita normalmente e dignitosamente vissuta, sia riuscito a soddisfare appieno la propria passione. Ci vengono in mente gli “Impressionisti”, i “Macchiaioli” e tanti altri “eroi” del passato più o meno recente. Un “grazie” a tutti loro.

Appunto, se poi la sua professione è stata una scelta basata su questa passione, allora la fortuna è stata ancora maggiore.

Tutti i veri amori sono fatti di appagamenti e di sacrifici; anche quello della riproduzione di uccelletti domestici non fa eccezione: molte gratificazioni, ma anche molti sacrifici.

 

IL CURRICULUM DELL’ALLEVATORE:

un mixage di “pro” e di “contro”

 

         Chi, intervistando un atleta di qualunque sport o un cultore di una qualunque attività ricreativa gli chiedesse una succinta risposta sui risvolti positivi e negativi di questi suoi impegni, si sentirebbe sicuramente rispondere che le gratificazioni sono date dai successi, generalmente nei riguardi dei concorrenti, mentre l’opposto è dato dai sacrifici per ottenerli.

         Per l’allevatore la risposta sarebbe meno facile da dare, perché nel caso suo i “pro” e i “contro” si intersecano così tanto che occorrerebbe entrare nei dettagli, sia generici, che personali, per farsene un’idea più precisa.

         Vediamo un po’ di immaginarci quali potrebbero essere le considerazioni sull’argomento.

         Abbiamo già detto delle soddisfazioni di vedere nascere delle creaturine che, senza il nostro intervento non sarebbero mai venute al mondo; creature doppiamente nostre, dunque. Abbiamo detto della soddisfazione di vederle crescere fino ad offrirci da adulti l’immagine della loro piena bellezza, o le loro melodie. Diremmo che questo è un lato “poetico” della nostra attività che rientra a pieno merito nei “prò”.

         Poi c’è, come in ogni altra cosa e come già abbiamo “tinteggiato” a proposito dei grandi creatori di cose belle, c’è, dicevamo, il lato più prosaico, cioè la competizione in gara.

         Ogni mostra rinnova la speranza che i nostri esemplari superino tutti gli altri concorrenti, in modo da dimostrare con i fatti che in quella categoria siamo stati i più “bravi”. Per questo la medaglietta d’oro vale molto, non certo per il suo valore intrinseco, ma perché andrà ad allungare il medagliere appeso alla parete dell’allevamento o addirittura in salotto. Questo non  si discute, va nei “pro”. Ma se i successi non arrivano si comincia a passare nella categoria opposta e allora si affacciano alla mente tante rattristanti considerazioni che per i meno tenaci possono concludersi anche con un parziale o totale abbandono del “gioco”.

         Ma l’importante non è partecipare? Non è detto che si debba vincere per forza. Talvolta può bastare un buon piazzamento a ridare animo e forza per ricominciare. Pensate un po’ all’atletica; un esempio fra tanti: in certi casi c’è un concorrente così “forte” che, per gli altri, le chanches di ottenere la “palma” sono una chimera.

         Il fatto è che partecipare è già di per sé gratificante…poi si vedrà: chissà se un giorno…Come si vede è un’altalena di “pro” e di ”contro”.

         “Chi le ha vinte tutte quelle medaglie?”

         “Le ha vinte mio marito con i canarini” risponde la moglie all’occasionale interlocutore; ma bisognerebbe vedere  nel contempo l’espressione del suo viso…che può essere di condivisa soddisfazione….ma più spesso di “sopportazione”.

         “Caspita, ma allora è bravo sul serio, l’avevo sentito dire che aveva tanti uccellini….”

         “Certo che è bravo, ma sai, ci perde tanto tempo! Ma dice che per lui è una distensione ed io lo capisco; dopo il lavoro un po’ di relax gli ci vuole; per l’appunto ha scelto i canarini. Il problema più grosso è l’estate….”

         Sì l’estate è un grosso problema, se non c’è chi può occuparsi con competenza dell’allevamento; ma ci sono altre soluzioni, non ideali, ma che non pesano….sulle esigenze della famiglia, almeno in quel particolare momento. In altri momenti le ore sottratte alla famiglia pesano meno: qualche fine settimana andata all’aria “per colpa dei canarini”, magari per colpa di un certo esemplare che con una bollicina all’occhio ha fatto temere la tragedia del vaiolo. Allora il problema della vaccinazione, le cure supplementari e tante altre cose legate all’andamento delle cove e sempre in agguato con qualche imprevedibile guaio; cose che per chi è “nel giro” sono ben note. Come si vede, di lati “contro” ce ne sono abbastanza, ma ritorniamo ai “pro”.

         Un lato decisamente positivo, salvo qualche eccezione transitoria, è la distensione dei nervi, l’estraniarsi per qualche ora dalle tensioni di una giornata di lavoro; insomma il “relax” di pensare completamente ad altro.

         E’ verissimo, come quando osserviamo la fiamma che scoppietta nel caminetto in tanti guizzi imprevedibili o quando guardiamo i volteggi dei pesci di un acquario, o ascoltiamo una musica vera. In quei momenti la mente viaggia da sola trasportata da mille delicate sollecitazioni.

         C’è anche un lato “contro” che può diventare “pro”; quello che trasforma un faticoso viaggio di ingabbio e di sgabbio, in un’occasione per fare un viaggetto da soli, marito e moglie, magari lui in Mostra e lei in giro con qualche occasionale amica moglie di altro espositore, a visitare la città o a fare qualche “compera” sull’entità della quale difficilmente lui troverà da ridire.

         Sappiamo di un amico che mentre la moglie faceva le sue rimostranze, peraltro contenute, lui la rassicurava dicendole che da lì in avanti avrebbe dedicato meno tempo ai canarini…e intanto pensava che in allevamento c’era spazio per altre…gabbie dove voleva metterci una certa varietà…e pensava già agli accoppiamenti e a ordinare gli anellini. Quanti? Ma, non si sa mai, ordiniamone qualcuno in più…

         A proposito di anellini: prenotiamoli per tempo, per non ingolfare la povera Segreteria della F.O.I e cerchiamo di fare bene i conti.