L'Eden di Sergio

di F. Rossini

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L'allevamento dei nostri uccelli ci consente, talvolta anche per pochi minuti, di evadere da una quotidianità prevalentemente occupata dal lavoro, dalle mille incombenze, dalle frequenti preoccupazioni. In quei momenti ci avviciniamo ad un mondo, il loro, fatto di piccole grandi cose….

Conoscevo Sergio Vettori da pochi mesi, ma nelle occasioni in cui ci eravamo incontrati, mi aveva particolarmente colpito il modo in cui mi parlava dei suoi pappagalli.

Dalle sue parole traspariva palesemente l'amore e l'estremo rispetto nei confronti degli animali ma, per i suoi, eravamo addirittura oltre, accennava a questo o a quello chiamandoli per nome e mi dava un’immagine del suo modo di allevare estremamente diversa da quella a cui ero abituato.

Sapevo che si stava adoperando per cercare una casa “indipendente” che gli consentisse di dare ampio sfogo alla sua passione senza dover avere a che fare con le lamentele, peraltro giustificate, dei vicini di casa e dovute, essenzialmente, al rumoreggiare dei suoi beniamini.

Alla fine dell’estate ricevetti una sua telefonata con cui mi invitò nella sua nuova casa situata in una splendida località collinare nelle vicinanze di Montecatini Terme. In tale occasione ci eravamo ripromessi di buttare giù un'intervista (senza offesa per le interviste "vere"), da pubblicare nella rivista o nel sito del Club.

Unico scopo, dare un piccolo contributo a scopo divulgativo e onorare una promessa fatta all'instancabile amica Margherita Pilone.

La giornata era ideale, l'imminente autunno rendeva i contorni della piccola strada di campagna, ricchi dei colori tipici del periodo. Mia moglie ed io eravamo affascinati dai quei boschi di castagni che si spingevano fin quasi a ridosso della casa del nostro amico e di cui cominciammo a scorgere il cancello d'ingresso dopo una breve ma irta salita.

Sergio ci accolse con la sua solita cordialità, si scusò per la sua tenuta "da lavoro" ricordandoci che in campagna "c'è sempre da fare" e che oltretutto la casa non era ancora del tutto terminata. L'ampio piazzale antistante la porta d'ingresso si affacciava su una meravigliosa veduta delle colline di Serravalle Pistoiese. Il silenzio era interrotto solamente dal rumoreggiare che proveniva dal lato dove Sergio aveva alloggiato i suoi pappagalli e accanto ai quali stava allestendo la zona riservata a tre Rottweiler che gli sarebbero arrivati di lì a pochi giorni.

Dopo aver accettato l'invito a gustare un buon caffè, chiesi di vedere da dove provenivano i borbottii dei pappagalli. Una ampia area era già stata attrezzata con voliere di tutte le misure per alloggiare in modo comodo i volatili. Pareti coibentate, telecamere a circuito chiuso all'interno dei nidi, nursery e camere calde per accogliere i piccoli che vengono talvolta abbandonati a se stessi dai genitori. Tutto all'avanguardia, tutto finalizzato alla massima efficienza di allevamento, tutto nell'assoluto rispetto della dignità di questi splendidi animali.

Artù, uno magnifico esemplare di Ara Ararauna di due anni, ci osservava incuriosito dal suo trespolo al centro dell'ampio locale dove erano allocate le voliere che ospitavano alcune Specie di Amazzoni. Era la mascotte dell'allevamento,  si  faceva accarezzare dolcemente dal suo Sergio "bonfonchiando" qualche parola e allargando le ali come a stirarsi pigramente. In un altro lato dell'area attrezzata, altre voliere ospitavano alcune coppie di Cenerini, Caicchi, Conuri, Pionus etc. Di fianco un'altra ampia area costituita da due locali all'interno dei quali erano alloggiati i "pezzi forti" dell'allevamento: una coppia di Ara ararauna, una di Ara chloroptera, una di Cacatua leadbeateri e una di Cacatua moluccensis. In un altro locale una ventina di coppie di Agapornis personatus, Agapornis fischeri e Agapornis canus.

Per un appassionato di pappagalli la nuova casa di Sergio era un vero e proprio paradiso, la campagna, i boschi, il silenzio, i suoi pappagalli… Mi venne istintivo porre al mio amico una prima domanda:

Quanto hanno pesato i tuoi animali nella scelta di venire a vivere qui?

L'amore per i miei pappagalli ha inciso notevolmente sulla decisione di acquistare questa casa. Prima abitavo in città in una casa tri-familiare con ampio giardino, i miei primi Agapornis e qualche coppia di Caicchi erano sostanzialmente tollerati dai vicini, ma quando ho deciso di acquistare anche gli animali più grandi, la situazione è diventata insostenibile e ho dovuto fare una scelta della quale adesso sono più che mai convinto.

Ora che finalmente sto assaporando il piacere della tranquillità che mi è concessa da questo luogo e dai miei animali, non tornerei indietro per nulla al mondo.

Che rapporto hai con i tuoi pappagalli?

Un rapporto bellissimo, molti mi riconoscono e, a volte, assumono atteggiamenti che ancora oggi mi meravigliano per come manifestano la loro intelligenza. Ad esempio, pur non essendo molto esperto di canarini, credo che le soddisfazioni che danno i pappagalli siano difficilmente ottenibili con loro. Alcuni amici allevatori mi confermano che dopo anni che sono a contatto con i soggetti presenti nei loro allevamenti, difficilmente riscontrano una maggior confidenza rispetto al passato. Eppure sono li tutti i giorni a contatto con loro. Con i pappagalli è diverso, con il tempo i rapporti, anche quelli più difficili, migliorano…Alcuni assumono atteggiamenti finalizzati a richiamare la mia attenzione o ad ottenere qualcosa di specifico, ed io, col passare del tempo, ho imparato a conoscerli uno per uno. Hanno una incredibile capacità di manifestare le loro particolarità caratteriali, in pratica sono molto più simili a noi.

Cosa provi quando ti dedichi a loro?

Quello che prova la maggior parte degli allevatori, è quasi come se entrassi nel giardino dell'Eden e richiudessi una porta dietro di me. Il Resto non conta più nulla, in quei momenti riesco a scrollarmi dalla testa tutti i pensieri e le preoccupazioni tipiche della vita di tutti i giorni. Devo dire che, in questo, mi è di aiuto anche la bellezza della natura che circonda questa casa.

Hai qualche preferenza?

Tratto tutti nello stesso modo, semmai potrei dire che provo più apprensione per alcune Specie durante la fase della riproduzione. Essenzialmente questo discorso vale per le coppie di Ara e di Cacatua.

Sei riuscito ad ottenere buoni risultati con queste coppie?

Se ti riferisci ai risultati espositivi, devo confessarti che non espongo pappagalli di grossa taglia proprio perché ci tengo un po’ di più e quindi preferisco non sottoporli ad un seppur minimo stress. Se invece ti riferisci alla riproduzione,  in tutta franchezza devo dirti che la coppia di Ara chloroptera non mi ha ancora dato prole, così come la coppia di Cacatua di Leadbeater. Le Ara Ararauna e i Cacatua delle Molucche, mi hanno invece già prodotto alcuni soggetti.

E' una bella soddisfazione!

Certo, a volte è anche questione di fortuna, pensa che mentre le altre coppie le ho acquistate come tali, i Cacatua delle Molucche sono due soggetti provenienti da due diverse località europee,  dove ognuno di loro era rimasto solo per la morte del partner. Ebbene, pur non essendo una coppia affiatata, dopo pochi mesi dall'acquisto, hanno cominciato a riprodurre.

E delle Amazzoni e dei Cenerini cosa mi dici?

Sono fra le ultime coppie acquistate, ma stanno cominciando a "muoversi". Speriamo, alcuni nidi hanno le uova feconde….

C'è stato un episodio che ti ha reso  particolarmente felice?

Sì! La nascita del primo Cacatua delle Molucche, in quel caso proprio non ci avrei sperato. Come ti avevo accennato, la coppia non era affiatata e, inoltre, questi pappagalli raggiungono la maturità sessuale dopo un certo numero di anni. Devo dire che sono stato fortunato…

C'è stato un momento di particolare tristezza?

Purtroppo, sì. Avevo ceduto un giovane Ara Ararauna ad una famiglia che se ne era innamorata a prima vista. Era un animale bellissimo al quale ero molto affezionato. Un giorno mi hanno telefonato dicendomi che era morto all'improvviso, forse una emorragia cerebrale. Ci sono rimasto malissimo, tutti i pappagalli che nascono nel mio allevamento sono una parte importante della mia vita…

Meglio parlare di altro…Avresti un aneddoto da raccontarmi?

Certo! Ne è stato protagonista Freesby, il nostro Caicco ventre bianco (Pionites leucogaster). Alla festa di compleanno di mia figlia consentimmo a Freesby di essere presente durante il taglio della torta. Ebbene dalla sua postazione sulla spalliera di un divano, quando vide una fetta di torta momentaneamente abbandonata dalla nostra attenzione, vi si buttò a capo fitto con un gran volo. Aveva tutta la testa impiastricciata di panna, ma non se ne curò più di tanto e, emulando i nostri gesti, continuò a gustare, come se niente fosse,  il meritato pasto.

Non ti ho chiesto niente in merito agli Agapornis….

Come spesso accade, anche io ho cominciato con i piccoli pappagalli e quindi vi sono molto affezionato. Nel prossimo futuro dovrò però valutare seriamente se ridurre o meno il numero delle coppie per dedicare più tempo a quelle Specie di  pappagalli che richiedono maggiore  impegno e disponibilità  di tempo.

Riesci a far conciliare gli impegni di lavoro con il tempo da dedicare ai tuoi pappagalli?

Per il momento ci riesco abbastanza bene, ma non posso permettermi di aumentare il numero degli "ospiti" come invece desidererei.

Forse, fra qualche anno, quando mi ritirerò in pensione….

Ho notato le telecamere a circuito chiuso all’interno di alcuni nidi….

Le ho installate nei nidi dei pappagalli di grande taglia. Mi servono a controllare, senza disturbare i genitori, che durante la fase di svezzamento, i piccoli vengano regolarmente imbeccati.

A volte è capitato che venissero improvvisamente abbandonati e, in questi casi, se non si interviene prontamente, il rischio di perdere il piccolo è altissimo.

Vedo che hai anche una zona “nursery”…

Cerco di fare il possibile per ottimizzare  il processo di allevamento e per tutelare la salute dei  pappagalli. Adesso sto progettando la realizzazione di un impianto di riscaldamento per tutte le voliere.

Hai un veterinario di fiducia?

Con un allevamento di questo tipo mi sembra il minimo…Potrei addirittura dire che fra me e lui esiste un filo diretto.

In che senso?

Nel senso che tutti i miei pappagalli sono controllati periodicamente e, nei casi di urgenza, la sua disponibilità è immediata. Sono assolutamente contrario al “fai da te”, senza un suo parere non mi azzarderei mai a prendere nessuna iniziativa. La loro salute dipende essenzialmente dal mio modo di condurre l’allevamento, e qualsiasi problema derivante da mia leggerezza o negligenza, sarebbe assolutamente in contrasto con il tipo di rapporto che ho instaurato con questi miei “amici”.

 

Il calar della sera mi ricordò che dovevamo rientrare a Firenze, salutammo il nostro amico e ripercorremmo la strada in mezzo ai castagni. Un pizzico di nostalgia ci pervase quando udimmo il saluto di Artù e vedemmo Sergio chiudere dietro di noi il cancello del giardino dell’Eden.