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Sulla
base dei dati di fatto e della loro interpretazione genetica, le
conclusioni più attendibili che si possono trarre sui fattori letali
sono le seguenti. Dei 3 fattori genetici
dominanti degli attuali Canarini domestici, “intensità”,
“ciuffo”, “bianco dominante”, il doppio fattore è letale
soltanto per il “bianco dominante” (nel senso di impedire la
sopravvivenza). Questa
letalità è dimostrata semplicemente dal fatto che nelle Razze in cui non
è mai stato introdotto il “bianco
recessivo” (Arricciati e Inglesi in particolare) non si è mai
verificato a memoria d'uomo che da due gialli nati da uno o entrambi i
genitori bianchi, sia nato un figlio bianco. Altra
prova è che in queste Razze, da due bianchi comunque nati, se la prole è
sufficientemente numerosa, si constata sempre la nascita di soggetti
gialli (omozigoti recessivi). Di ciò abbiamo ampia casistica personale. Il carattere “intenso” è un carattere ad eredità
intermedia nel quale la “maggioranza degli alleli” agisce con
dominanza. Solo
a causa della suddetta “maggioranza
all’elica” è ammissibile, seppure non esatto, affermare che il
«doppio fattore intensità» è letale (nel senso di rendere la
sopravvivenza molto precaria), Infatti,
il soggetto che per il giuoco della distribuzione degli alleli durante
la gametogenesi e durante la successiva fecondazione, erediterà tutti o
quasi gli alleli dominanti coinvolti nell'espressione di questo
carattere, avrà una altissima carica di “intensità” che, in questa
misura, può risultare letale; ma, rispetto
al “bianco dominante”, per cause genetiche differenti e non con
quella assolutezza che contraddisfingue quest'ultimo, puramente
mendeliano. Non
è fuori luogo aggiungere che, poiché nella media, a parità di ogni
altra condizione, le femmine sono meno intense (più brinate) dei maschi,
una femmina a forte intensità, pari a quella del maschio, è di norma
meno sana e vigorosa di questo suo compagno. Che nell'allevamento di
certi Tipi di Canarino di Colore l'impiego di femmine intense sia
vantaggioso, questo è un discorso di « tipicità » che esula dal nostro
argomento. Il
fattore “intensità” non riguarda solo il piumaggio, ma tutta la pelle
con i suoi vari componenti e i suoi annessi che qui ricordiamo. La
ranfoteca, cioè l'astuccio
corneo dei becco, che superiormente nei soggetti costituzionalmente
deboli (fortemente intensi, fortemente consanguinei, ecc.) si allunga
fuori misura e si allarga alla base dei margini. Le
squame dei tarsi che nei
soggetti fortemente intensi sono più « secche » e fanno apparire il
tarso più sottile (il diametro dell'osso è però normale'). Le
unghie che nei soggetti
costituzionalmente deboli sono più sottili, più lunghe e spesso
piegate lateralmente. Le
ghiandole sebacee. Nei
soggetti costituzionalmente deboli le penne presentano varie alterazioni
di sviluppo, le più evidenti delle quali sono: la difficoltà di liberarsi
dell'astuccio corneo, la estrema povertà di cheratinizzazione dei
vessillo, l'insufficiente sviluppo degli uncini (àmuli) che impedisce la
saldatura delle barbole fra loro, ecc.). Inoltre
dobbiamo ricordare che la pelle è un « organo » e come tale esplica
gran numero di funzioni oltre quella più appariscente di ricoprimento e
modellamento delle strutture interne. Ne sanno qualcosa, purtroppo, le
persone affette da malattie cutanee molte delle quali sono di origine
metabolica sconosciuta, di lunga e difficile cura e di incerta guarigione
(acne, lupus, eczemi, penfigo, psoriasi, lichen, scierodermia, ecc.). Se
la pelle dell'uomo è suscettibile di presentare tante affezioni, dovute
fondamentalmente a disfunzioni costituzionali, è presumibile che
qualcosa dei genere avvenga anche negli Uccelli e specialmente nelle Razze
domestiche che più si discostano dalla Specie selvaggia. Fra
le funzioni della pelle ricordiamo. La
funzione escretrice per
numerose sostanze di origine metabolica o per sostanze tossiche assunte
dall'esterno, il tutto in relazione con le malattie sopra elencate. La
funzione protettiva. Lo strato
corneo di una cute normale costituisce una barriera impenetrabile per i
bacteri e i virus, tanto più che gli strati superficiali che si
desquamano sotto forma di forfora portano via con sé i materiali
inquinanti depositativisi. La
funzione sensoriale dovuta alla
presenza di recettori nervosi (tattili, termici, dolorifici, ecc.). La
funzione termoregolatrice che
con i meccanismi della vasodilatazione e della vasocostrizione
permette agli Uccelli e ai Mammiferi di mantenere costante la temperatura
corporea. La
funzione immunitaria (si pensi
all’orticaria umana). La
funzione di riserva di sangue e di
acqua. Si pensi rispettivamente al pallore della pelle e delle mucose
di un soggetto che ha subito una emorragia e agli édemi (anasarca). La
funzione di deposito energetico, dovuta
al grasso di tutta la cute e dei depositi di particolari regioni (giùgulo,
fianchi, addome, ecc.). La
quantità di grasso che si accumula in queste regioni e soprattutto
nell'addome dipende dalla tendenza all'adiposità della singola Razza e
del singolo individuo, dal sesso, nel senso che le femmine hanno più
tendenza dei maschi a “riempirsi” di grasso, dalla temperatura esterna,
dal l'alimentazione, dalla attività motoria, dallo spazio, ecc. Alcune
Razze inglesi hanno la massima tendenza all'accumulo di grasso (anche i
maschi). Nel
Parigino tale tendenza è scarsa, tant'è che in qualunque femmina, anche
in pieno inverno, l'addome, di massima, si limita ad avere quella modica
quantità di grasso che lo fa apparire chiaro e rotondetto, garanzia di
“ottima forma” per le cove future. Nelle
altre Razze arricciate a piumaggio abbondante vi è una variabilità
individuale entro ampi limiti di massimo e di minimo accumulo. La tendenza
all'accumulo è però chiaramente maggiore nelle femmine. Nel
Gibber le cose sono ben diverse. I suoi allevatori hanno certamente
constatato la caratteristica razziale di questo Canarino di avere,
rispetto agli altri e in qualunque stagione, una minima riserva di grasso
addominale (e tantopiù delle altre regioni). Anche
in pieno inverno la “pancina” dei Gibber è di colore rossigno per la
sottigliezza della pelle che permette la trasparenza dei sangue
sottostante ed anche la visione dei decorso delle anse intestinali. Solo
raramente un modico strato di grasso, impedendo questa trasparenza, fa
apparire l'addome chiaro e grassetto. In
molte Razze, quando non si riesce a capire il sesso di un soggetto, si
guarda l'addome: se è magro si tratta probabilmente di un maschio, se
è molto grasso di una femmina. Ebbene, nel Gibber, per l'assenza totale o
quasi del grasso, nemmeno questa indicazione può essere di aiuto e
qualche volta bisogna aspettare il periodo delle cove per identificare
il sesso. Tutto
ciò abbiamo ricordato per mettere in evidenza che la cute dei Gibber ha
caratteri suoi particolari che non possono dipendere altro che dalla estrema intensitá dei suo piumaggio; ma, dopo ciò che
abbiamo detto sulle numerose proprietà della cute, pensiamo che sarebbe
più corretto dire: dalle
caratteristiche genetiche di estrema intensità della sua pelle. Una
fondamentale funzione del grasso cutaneo è quella dì veicolare una
cospicua quantità di una provitamina che in natura, in presenza dei raggi
ultravioletti della luce solare, si trasforma nella Vitamina antirachitica
(Vit. D) la cui importanza risulta tanto maggiore quanto minore è il
suo contenuto nella dieta. In
ultimo eccoci a parlare dei fattore « ciuffo ». Numerosissime
osservazioni ci permettono di trarre sull'argomento delle sicure
conclusioni, poiché da oltre un decennio dall'incrocio di Padovani
ciuffati fra loro e di Fiorini ciuffati fra loro (in entrambi i casi
eterozigoti) abbiamo ottenuto molte e molte decine di figli nei quali,
statisticamente, il ciuffo si distribuiva nel modo seguente: 50%
di soggetti con ciuffo normale (eterozigoti) 25%
di soggetti privi di ciuffo (omozigoti recessivi) 25%
di soggetti con ciuffo «patologico» (omozigoti dominanti). E'
nostra precisa impressione che nessun embrione o adulto sia mai morto per
ragioni di « ciuffo omozigote ». I
numerosi soggetti con “ciuffo
patologico” che ci nascono ogni anno da coppie ciuffate si
presentano per tutto il resto perfettamente normali, sani, vigorosi e
fecondi, senza eccezioni. Da coppie formate da un ciuffato e da un non
ciuffato non sono mai nati soggetti con ciuffo patologico; ciò dei resto
è quanto sanno tutti gli allevatori di Gioster e di Crest di questo
mondo. il
doppio fattore ciuffo dà luogo a caratteri patologici così evidenti a
carico della cute della testa da non lasciare dubbi. Ne diamo una breve
descrizione. Appena
gli abbozzi delle penne (cacchioni) della testa dei nidiaceo cominciano ad
allungarsi (verso le due settimane di vita) la loro direzione appare
disordinata, anziché raggiata come si osserva nei soggetti eterozigoti,
inoltre le narici appaiono più gonfie; ciò permette la individuazione
precoce degli omozigoti. Col
passare del tempo inizia, limitatamente alla regione frontale, una
secrezione di linfa che, coagulando, impasta le piume, le narici e la base
dei becco; gli occhi non ne sono mai interessati. Si formano ampie croste
la cui asportazione lascia generalmente vedere il tessuto
sanguinolento sottostante che è sede di una modica emorragia la quale,
con il successivo coagulo sanguigno, complica ancor più il quadro
patologico. Tutto
ciò avviene nella metà anteriore della testa, in corrispondenza, cioè,
della zona in cui le piume di un ciuffo regolare sono impiantate al
rovescio della norma (rivolte in avanti anziché indietro). La
metà posteriore della testa è pressoché calva e non si “ impasta”
dell'essudato gialliccio detto sopra. I
soggetti nei quali i fenomeni patologici sono, diciamo così,
“normali” non necessitano di alcuna cura. Nei
casi più gravi la cura consiste semplicemente nel rammollimento delle
croste con pennellature di acqua tiepida, nella loro delicata asportazione
e nel successivo umettamento con uno stecchino cotonato intriso con una minima
quantità di tintura di iodio o, meglio, di glicerina iodata; il
tutto da farsi un paio di volte al mese. Se non si usano questi semplici
accorgimenti può accadere che l'intasamento delle narici e il
rammollimento della base dei becco finiscano alle lunghe per
compromettere lo stato di salute del soggetto. Naturalmente non escludiamo
che vi siano delle cure più efficaci di quelle che usiamo noi. Col
passare dei mesi e degli anni i fenomeni patologici si attenuano
spontaneamente (perché?) finché non residua altro che un semplice
gonfiore dietro le narici e fenomeni secretori minimi; di ciuffo non
compare tuttavia mai traccia. A dire il vero la testa di questi soggetti
resta sempre assai brutta da vedere. Dal
loro incrocio con soggetti a testa liscia nascono tutti figli ciuffati,
naturalmente eterozigoti, con ciuffo perfettamente normale. E' questo anzi il sistema per
ottenere solo prole con testa ciuffata. Alcuni
anni fa da due Padovani ciuffati nacquero, come di norma, alcuni
soggetti con ciuffo regolare, altri senza ciuffo e altri con ciuffo patologico.
Scegliemmo un maschio di buona fattura e con ciuffo discreto che non
sembrava avere niente di patologico. Ebbene, per due anni di seguito da
questo maschio sono nati esclusivamente soggetti ciuffati, certamente in
numero superiore a 20. Se tale soggetto fosse omozigote
noi non possiamo dirlo, ma questo episodio non escluderebbe che possa
esservi anche qualche raro caso di soggetto omozigote con testa
apparentemente priva di fenomeni patologici. Ci
sembra dunque chiaro che il doppio fattore ciuffo non è minimamente
letale per la sopravvivenza; potremmo definirlo, come alcuni già fanno,
subletale. Con
questo ci sembra di aver fatto il nostro dovere di informatori e ci
scusiamo con coloro che queste cose già sapevano. Qualche altra cosa
potrebbero dire gli allevatori di Gioster e Crest che hanno avuto
occasione di fare accoppiamenti fra soggetti ciuffati. Più volte ci siamo proposti di compiere uno studio istologico della cute della testa di questi soggetti, ma per una ragione o per l'altra non lo abbiamo mai fatto. Lo studio dovrebbe essere il seguente. Ottenere uova feconde da due omozigoti per il ciuffo in modo da essere certi che tutti i figli sono anch'essi omozigoti. Prelevare la testa di un embrione al 10° giorno di incubazione, alla nascita, dopo 5, 10, 15, 20, 30 giorni e la testa di un adulto; 8 teste da passare subito nel fissativo che lo sperimentatore riterrà più opportuno, sia per la colorazione d'insieme ematossilina‑eosina, sia per qualche colorazione specifica delle strutture epidermiche e dermiche, sia, infine, per qualche colorazione istochimica che nel corso delle prime osservazioni apparisse opportuna. Crediamo che ne verrebbe fuori una tesi di laurea « coi fiocchi » per più di un laureando in campo biologico.
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